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Norberto Neto si racconta al sito brasiliano Globoesporte.com. Temi principali l’esperienza in viola, la sua formazione, i suoi idoli del passato e quelli attuali. Neto è arrivato in viola in sordina, scovato dal talent scout, e allora direttore sportivo gigliato, Pantaleo Corvino che lo volle fortemente prima di uscire di scena e lasciare il posto al duo formato da Pradè e Macia.

INTERVISTA NETO Ecco le parole di Neto al portale brasiliano L’esperienza in Europa ha cambiato il mio stile di gioco. In Brasile noi portieri non giochiamo molto coi piedi, qui invece c’è molta più partecipazione nella manovra e quando si gioca in squadre di grande qualità possiamo veramente offrire qualcosa in più. E’ molto positivo quando un portiere sa usare i piedi e trasmettere sicurezza come fosse un libero aggiunto. E’ come avere un giocatore in più. Oggi il modello per noi portieri è Neuer, è il più completo. Sto lavorando per raggiungere il suo livello e dare il massimo per la mia squadra”. La Seleçao è al centro dei pensieri del portiere “Il mio pensiero è quello di migliorarsi sempre, credo che così facendo si possa raggiungere più facilmente certi obiettivi come quello di arrivare alla Seleçao. Se arriverà una chiamata sarò molto felice, perché giocare in Nazionale è il sogno di ogni brasiliano. Grazie a Dio ho già avuto in passato questa possibilità e spero in futuro di avere nuove opportunità per mettermi in mostra”.

Già fatte alcune esperienze con la maglia verdeoro “Dopo le prime due partite da titolare non so cosa sia successo. Stavo bene, non avevo problemi e avevo collezionato buone prestazioni, ma il mister Mano Menezes preferì far giocare Gabriel. Cos’è successo? Dovete chiederlo a lui. E’ stato comunque un onore rappresentare il Brasile, un momento speciale per me e una gioia unica. Spero di poter vivere nuove opportunità e competere in tornei così importanti”. Infine una “strizzatina d’occhio” al nuovo corso dell’ex viola Dunga “So di essere capace. Se non sarò convocato per le amichevoli contro Equador e Colombia non mi abbatterò. Se ancora non è arrivato il mio momento continuerò a lavorare e ad essere paziente. Prima o poi arriverà anche il mio momento.

Stefano Mastini (@StefanoMastini1)

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