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Punto Fiorentina prima dell’inizio di campionato, in casa viola si registra grande ottimismo per questa nuova stagione, dopo le belle prestazioni in questo precampionato è legittimo attendersi un’annata di buon calcio in puro Montella Style. A fronte dell’ennesimo infortunio, seppur di lieve entità, di Giuseppe Rossi, unica vera sbavatura della preparazione estiva, la Fiorentina può sorridere al nuovo che avanza, complice un Mario Gomez ritrovato (6 gol nelle uscite estive) e una banda di giovani notevole, tutti made in viola come Babacar, Bernardeschi e Piccini.

LA MEGLIO GIOVENTU’ “Lei promette bene, le dicevo, e probabilmente sbaglio, comunque voglio darle un consiglio, lei ha una qualche ambizione?” “Ma… Non…” “E allora vada via… Se ne vada dall’Italia. Lasci l’Italia finché è in tempo. Cosa vuol fare, il chirurgo?” “Non lo so, non… non ho ancora deciso…” “Qualsiasi cosa decida, vada a studiare a Londra, a Parigi, vada in America, se ha le possibilità, ma lasci questo Paese. L’Italia è un Paese da distruggere: un posto bello e inutile, destinato a morire.” “Cioè, secondo lei tra un poco ci sarà un’apocalisse?” “E magari ci fosse, almeno saremmo tutti costretti a ricostruire… Invece qui rimane tutto immobile, uguale, in mano ai dinosauri. Dia retta, vada via…” Si riparte proprio dal film di Marco Tullio Giornana, alla faccia di chi dice, giustamente, che i giovani del nostro paese non sono aiutati ne incentivati, è l’Italia della gerontocrazia, dei dinosauri, quelli che tutti vogliono abbattere ma che poi nessuna si prende la briga di mettere in discussione. In un paese senza faccia e senza memoria, il tutto non può che specchiarsi nello stesso calcio, forma di umanità che si sposa perfettamente con altre situazioni che riguardano la nostra penisola. La Serie A pullula di prospetti validi costretti a scaldare la panchina per anni prima di vedersi sorpassati dallo straniero di turno, eppure qualcosa andrebbe fatto, magari ripartendo proprio dalla nostra “meglio gioventù”.

La Fiorentina ha un’occasione d’oro, anzi a dirla tutta sono ben tre: Babacar, Bernardeschi e Piccini. Giovani con la G maiuscola con alle spalle già delle esperienze che hanno permesso loro una crescita importante soprattutto dal punto di vista caratteriale. Partiti come “oggetti misteriosi” sono tornati in viola come “tesoretto da implementare”, da non “coccolare” troppo, quanto da abbracciare e a cui affidarsi. Montella è l’allenatore giusto, un sapiente del calcio con la mente giovane tipica di chi ha ancora il calcio giocato che scorre nelle vene. Loro tutto da imparare, soprattutto le due punte, dall’ex aeroplanino. Nel precampionato sono passati da panchinari attesissimi dal tifo a presenze in pianta stabile, ognuno con la sua peculiarità in base al modulo e alla posizione. Babacar si è dimostrato cresciutissimo rispetto a quel prospetto che Prandelli fece esordire in Coppa Italia diversi anni fa, l’esperienza al Modena di Novellino lo ha reso consapevole delle proprie capacità, soprattutto quelle atletiche, non è stato un caso vedere il potente senegalese puntare con decisione Varane o Arbeloa, nessun timore reverenziale nei corpo a corpo, sui colpi di testa, ne quando si è trovato a lottare in velocità contro Marcelo. Bernardeschi “fa il paio” con Khouma, esploso anche lui nella scorsa stagione di Serie B al Crotone, ha mostrato colpi di classe sopraffina in quest’estate, da Moena fino ad Arezzo ieri sera, esperienza culminata con una tripletta di pregevole fattura. Un’ala spumeggiante capace di avere nel sinistro una qualità realizzativa importante, capace di sapersi adattare anche nella posizione di trequartista/seconda punta. Infine Piccini, laterale di spinta con un passato a Livorno nella scorsa stagione, intraprendenza e dedizione alla causa come solo un tifoso potrebbe avere. Capace soprattutto di saper abbinare alla propensione offensiva anche un’ottima fase difensiva, caratteristica questa tenuta non poco di conto in un campionato tattico come il nostro.

COME CAMBIA LA FIORENTINA Verosimilmente saranno loro i ricambi dei titolari, Montella ha la sfrontatezza di saper alternare bene i suoi prospetti, il fatto poi che Rossi possa essere in dubbio, viste le sue condizioni di salute, potrebbe essere un vero e proprio trampolino di lancio per Berna&Baba. Per Piccini sembra più complicato il fatto di poter scalare fin da subito le gerarchie gigliate, è pur vero che Roncaglia ha mercato e potrebbe essere ceduto sul filo di lana. Quello che lascia ben sperare i tifosi gigliati, oltre le doti naturali dei diretti interessati, è la sensazione che non ci sia bisogno di fare mercato, almeno in determinati punti del campo, proprio grazie alla loro presenza. Insomma lanciare i giovani potrebbe far risparmiare, una storia fin troppo bella quasi da non credere, degna de La Meglio Gioventù perché, si fa tanta fatica a credere alle cose belle mentre a quelle brutte ci si crede subito?.

Stefano Mastini (@StefanoMastini1)

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