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stjarnan

Molte volte, presentando diverse gare sportive e non, si utilizza il termine di Davide contro Golia, a volte giustamente, altre un po’ meno. Ma in questo caso, non esiste definizione migliore. E non stiamo parlando di una classica amichevole di pre-campionato dove una grande squadra come l’Inter affronta dei dilettanti del posto, cosa accaduta a Luglio contro una rappresentativa dei migliori giocatori del Trentino, dove l’Inter ha tenuto il proprio ritiro, ma di una gara di qualificazione ai gironi dell’Europa League, che magari non avrà più l’appeal di un tempo, ma resta pur sempre la seconda competizione Europea, con introiti impari rispetto alla Champions League ma comunque non disprezzabili.

La squadra in questione, che gli uomini di Mazzarri affronteranno nel playoff di Europa League, è lo Stjarnan, formazione islandese proveniente da Garðabær, cittadina di poco più di diecimila abitanti 10km a Sud della capitale Reykjavik. Fondato nel 1960, lo Stjarnan (il cui significato è stella in italiano), è un club polisportivo, con sezioni non solo nel calcio, ma anche nella pallamano (sport nazionale), pallacanestro e pallavolo, solo per citare gli sport principali. La sezione calcistica non ha mai ottenuto risultati di rilievo, se escludiamo la vittoria nella 1.delid del 1989 (l’equivalente della nostra seconda divisione), coincisa con la retrocessione dalla massima serie due stagioni dopo. Troppo forti i club della capitale, con KR, Fram e Valur su tutti che si spartivano i campionati assieme allo IA di Akranes, club per altro negli ultimi anni caduto nella seconda divisione del calcio islandese. I risultati sono notevolmente migliorati dal 2008, quando la squadra ha ritrovato l’accesso alla massima serie dopo il secondo posto ottenuto in 1.delid karla. Dopo un paio di stagioni d’assestamento, il club ha deciso di puntare in alto, ottenendo la finale di Coppa nazionale nel 2012, persa in rimonta contro il KR, risultato eguagliato l’anno successivo, quando a battere la stella in finale è stato il Fram, ai calci di rigore. Il terzo posto ottenuto in campionato ha comunque regalato allo Stjarnan uno storico approdo in Europa League.

La stagione attuale vede lo Stjarnan assoluto protagonista di un appassionante testa a testa con l’FH per aggiudicarsi il titolo nazionale: lo Stjarnan ha 3 punti di distacco dalla squadra di Hafnarfjordur, ma con una partita in meno, quando mancano 8 giornate alla fine del campionato. L’unica delusione della stagione è stata l’eliminazione agli ottavi dalla coppa nazionale contro il Throttur Reykjavik, formazione di seconda divisione, che ha sorpreso lo Stjarnan ai tempi supplementari, in una delle rare sconfitte allo Stjörnuvöllur, uno stadio semplicissimo, con una semplice tribuna contenente poco più di mille spettatori e con i campi d’allenamento ai lati del campo. Uno stadio che certo non ricorda grandi notte europee, ma con un fascino incredibile, anche se gli sponsor sono arrivati fino in questi paesi all’apparenza incontaminati, con la Samsung che ha acquisito i diritti per l’acquisizione del nome dello stadio, dando allo Stjarnan dei fondi molto importanti per rafforzare le proprie finanze e strutture.

Ma è stato il cammino in Europa League che ha catalizzato l’attenzione: partita con uno dei ranking più basso in assoluto, appena 1.625 punti, ha iniziato al primo turno, da non testa di serie, contro i gallesi del Bangor City, spazzati via con un doppio 4-0 che non ha ammesso repliche. Ben più impegnativo il turno successivo, contro gli scozzesi del Motherwell: certo, il calcio scozzese non è più quello di in grado di competere fino alla fine, talvolta vincendo, nelle coppe nazionali, ma ha pur sempre strutture e blasone ben superiori. All’andata lo Stjarnan ha rimediato un ottimo 2-2 in rimonta, con due rigori realizzati da Finsen. La partita di ritorno, davanti al tutto esaurito dello Stjörnuvöllur, è gia destinata ad entrare nella storia del calcio islandese di club. 1-1 all’intervallo, con un altro rigore realizzato da Finsen, ma il Motherwell trova il raddoppio. Sembra tutto finito quando in mischia, a 5 minuti dalla fine, il danese Toft, subentrato dalla panchina e uno dei pochi stranieri nella rosa a disposizione del mister Sigmundsson, realizza in mischia il goal che manda la gara ai supplementari, dove al 114′ Johannsson, con un bolide da 30 metri, sorprende il portiere scozzese, manda il pubblico in delirio e lo Stjarnan al terzo turno, contro i polacchi del Lech Poznan, squadra con una grande tradizione e soprattutto una caldissima tifoseria. L’andata in Islanda è un assedio dei polacchi, ma incredibilmente, complice una papera del portiere dei polacchi Buric, il solito Toft regala la vittoria per 1-0. Il ritorno in Polonia è sulla falsariga dell’andata, ma lo Stjarnan si difende magnificamente, e il Lech, nonostante un continuo assedio verso la porta di Jònnson, non riesce a trovare il goal che avrebbe mandato la sfida ai supplementari, permettendo allo Stjarnan di accedere al playoff di Europa League, dove l’urna ha assegnato alla formazione islandese l’Inter di Walter Mazzarri.

La rosa dello Stjarnan è molto particolare, in quanto la stragrande maggioranza dei giocatori sono ragazzi locali, nati nei floridi settori giovanili delle squadre islandesi, che stanno producendo talenti a ripetizione, tutti a disposizione di una nazionale che negli ultimi anni sta raggiungendo risultati insperati, come il playoff per accedere al mondiale perso contro la Croazia dopo essere arrivati secondi in un girone con Svizzera, Norvegia e Slovenia. Sono solamente 5 gli stranieri, di cui 4 danesi ( i rapporti tra le due nazioni sono sempre ottimi anche in ambito calcistico), compreso Rolf Toft, uno degli autentici trascinatori della squadra di Gardaber: prodotto del settore giovanile dell’Aalborg, ha già realizzato due goal in questa Europa League. In attacco occhio al 22enne Finsen, vero trascinatore della squadra biancoazzurra con 5 goal realizzati, di cui i 3 rigori contro il Motherwell tra andata e ritorno. Una menzione pure per il portiere Jonson, 25 anni, che ha tenuto già 4 clean sheet in questa stagione europea con interventi decisivi nella doppia sfida contro il Lech. L’allenatore Sigmundsson, 40enne alla guida della Stella da 2 anni, alla sua prima esperienza nel calcio d’elite locale, ha decisamente cambiato mentalità alla squadra, con un calcio offensivo, ma anche con una difesa efficace, dando tanto spazio a ragazzi locali che stanno inseguendo questo sogno, sia in campo nazionale (il titolo), sia internazionale con la meravigliosa Europa League che stanno disputando.

E pensare che la reputazione dello Stjarnan, fino a 3 anni fa, era legata esclusivamente ad alcune particolarissime esultanze che i ragazzi dopo i goal esibivano, regalando al pubblico presente allo Stjornvollur più di un sorriso. Alcuni protagonisti di quelle scenette non ci sono più, come l’attaccante Bjornnson, voluto fortemente dall’allenatore del Falkenbergs (massima serie svedese) Henrik Larsson, vera e propria leggenda del calcio locale e del Celtic Park. Ma proprio Bjornnson sarà il primo sostenitore di una squadra che è partita dal nulla, e dopo un meraviglioso percorso calcherà un palcoscenico fondamentale del calcio mondiale come San Siro. Una storia che ricorda epiche gare di FA Cup, e invece si tratta di Europa League. E quando qualcuno pensa che la coppa non ha appeal, viene snobbata dalle grandi ed è una rogna in un calendario complesso, pensi a questi ragazzi, che sono riusciti ad esaudire questo sogno. Per questo, anche i tifosi interisti accoglieranno con un sorriso ed un applauso questi ragazzi venuti dal nord senza pressioni, come una volta, come piace a chi ama veramente il calcio.

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