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Vola in Croazia il Torino di Giampiero Ventura, per affrontare l’RNK Split, squadra di Spalato, nel playoff di Europa League. Trasferta sicuramente insidiosa per il Toro, contro un avversario che in questa stagione Europea è ancora imbattuto ed ha già eliminato alcuni nomi eccellenti,come vedremo più avanti nel dettaglio. Ma gli uomini di Ventura non possono certo temere una squadra che al momento si trova al quinto posto in classifica dopo 5 giornate, avendo ottenuto solo 5 punti, e che se messa veramente in difficoltà può scricchiolare. Un occhio di riguardo verso anche il contesto cui si trova l’RNK Split, distante dai canoni tradizionali del calcio in Croazia ma ugualmente affascinante e degno di nota.

Il club dei lavoratori di Spalato – E’ appunto la traduzione in Italiano di RNK Split (dal Croato Radnički nogometni klub), nome derivante dalle origini del club, fondato nel 1912 da alcuni membri dei cantieri navali della città di Spalato. L’anima lavoratrice e di estrema sinistra del club si è sempre percepita dai nomi che il club ha avuto nel passato: da Anarch, a Borac (Combattente), passando per l’attuale sigla, ritornata nel 2009 dopo che nel 1990 il club aveva omesso la R di lavoratore. Negli anni antecedenti le due guerre mondiali, il club è diventato famoso più per le azioni extra calcistiche, tipo aver mandato a combattere un gruppo di volontari in Spagna contro l’esercito Franchista in piena guerra civile Spagnola, o per il supporto al marsciallo Tito durante la Seconda Guerra mondiale. A livello calcistico i risultati sono sempre stati modesti, con la squadra che ha ottentuo come miglior risultato la vittoria in 4 campionati regionali della zona di Spalato. Le cose sono migliorate almeno nella prima parte dell’epoca Iugoslava, con la squadra che ha ottenuto due partecipazione a ridosso degli anni ’50 e ’60 nel massimo campionato nazionale, coinciso anche nella stagione 1960-61 alla semifinale di Coppa Nazionale persa contro il Vardar Skopje. Gli anni successivi hanno sempre visto lo Split vagare tra la seconda e la quarta serie Iugoslava, senza mai tornare ai fasti di un tempo. Dal 1992, con la nascita della federazione Croata in seguito all’inizio della Guerra, lo Split ha iniziato dalla Druga Liga, la seconda divisione, perdendo nel 1997 il playoff per l’accesso in 1.HNL, la serie maggiore del calcio Croato. Il risultato è coinciso con una serie di problemi economici che hanno trascinato la squadra verso il baratro del fallimento e la retrocessione al quarto livello, il campionato Regionale Spalato/Dalmazia. Dal 2008 le cose sono decisamente cambiate, e con 3 promozioni di fila la squadra finalmente ha ottenuto la promozione in Prva Liga, dove in quattro stagioni ha ottenuto come miglior risultato un terzo posto e peggiore un quinto posto, a testimonianza del duro lavoro svolto e di essersi piazzato ormai stabilmente a ridosso di Dinamo ed i rivali cittadini dell’Hajduk nelle gerarchie del calcio Croato.

Ancora imbattuti in Europa – Mentre nel campionato locale le cose non si stanno mettendo particolarmente bene, con già 2 sconfitte dopo 5 gare, e già 10 punti di distacco dalla coppia formata dall’onnipresente Dinamo e il Rijeka (entrambi presenti, assieme all’Hajduk, nel playoff di Europa League), in Europa le cose stanno andando decisamente in un senso quasi insperato per gli uomini di Ivan Matic. Nel primo turno hanno avuto ragione del MIKA, formazione Armena, con una vittoria per 2-0 nella gara di andata e un sofferto 1-1 nel ritorno a Yerevan con Bilic all’88’ a chiudere il discorso qualificazione. Il turno successivo ha visto lo Split giocare l’andata in casa contro l’Hapoel Beer Sheva, formazione Israeliana lo scorso anno terza ne campionato locale. Vittoria in rimonta all’andata con due goal negli ultimi 10 minuti di Dujmovic e Bilic su rigore, 0-0 nel ritorno nel campo neutro di Cipro visto la situazione altamente a rischio in Israele e dintorni. Nel terzo turno sono arrivati gli Ucraini del Chernomorets, altra squadra proveniente da una nazione in un forte stato di instabilità, anche se la partita si è giocata regolarmente allo stadio di Odessa. Sfida sulla carta impari per lo Split, con gli Ucraini che nella stagione precedente avevano ottenuto addirittura l’accesso alla fase ad eliminazione diretta passando in un girone con PSV, Ludogorets e i croati della Dinamo Zagabria. Gli uomini di Matic non si sono però fatti intimidire, e hanno prima vinto 2-0 la gara d’andata con goal di Rog e Belle, poi tenuto molto bene nella gara di ritorno, con uno 0-0 che ha regalato la sfida con il Torino. Una squadra dunqua ancora imbattuta, con 3 vittorie su 3 casalinghe, e 3 pareggi in trasferta, e solamente 2 goal subiti: questo il biglietto da visita dell’RNK Split.

Un’insidia in più per l’RNK – Sarà una piccola trasferta anche per l’RNK Split: il Parek Mladezi, lo stadio storico della squadra di casa, infatti non corrisponde alle norme UEFA per questo livello nell’Europa League, quindi lo Split dovrà trasferirsi per l’occasione a Dugopolje, nella periferia est di Spalato, nel moderno impianto Stadion Hrvatski Vitezovi, costruito dalla squadra locale che milita nella seconda divisione, ed uno degli stadi più moderni del paese, anche se tiene poco più di 5mila spettatori. Difficilmente ci sarà il tutto esaurito, visto che il presidente dello Split, Slaven Zuzul, ha dichiarato di aspettarsi circa 4mila tifosi locali, più i circa 500 attesi da Torino per una gara che potrebbe essere storica per i Granata. Non è stato concesso lo stadio Poljud, la storica casa dell’Hajduk Split: troppo il costo dell’affitto dello storico stadio Spalatino, e comunque non ‘ che i tifosi e la stessa dirigenza dell’Hajduk fossero troppo propensi a vedere l’altra squadra locale giocare nel loro stadio. A Spalato l’Hajduk è in stragrande maggioranza, e solo i militanti nella Torcida, il pià antico gruppo Ultras del mondo e considerata una delle tifoserie più calde tuttora, probabilmente arrivano a quintuplicare le presenze medie nello stadio dell’RNK Split. Eppure in Europa le squadre si sono già date una mano, con la mediazione del UEFA, nelle gare del secondo turno. In origine l’Hajduk doveva giocare la prima partita, contro gli Irlandesi del Dundalk, in casa, mentre l’RNK doveva giocare in Israele. La situazione poco felice da quelle parti ha indotto lo scambio, con l’Hajduk che cosi ha giocato il ritorno in casa (perdendo 2-1 ma passando lo stesso il turno, unica sconfitta in casa in 8 partite per le squadre Croate finora in EL), e lo Split che invece nel ritorno è volato a Cipro per firmare una delle imprese stagionali in Europa.

Tra gioventu ed esperienza –  Abbiamo già conosciuto alcuni protagonisti della squadra, che ora andiamo a conoscere nel dettaglio. Se la squadra ha subito pochi goal in Europa il merito è soprattutto del portiere Vukovic, che partiva come secondo, ma si è ritrovato a difendere i pali della squadra dopo l’infortunio occorso in pre campionato a Zagorac, il portiere titolare. In difesa occhi puntati sui due giovani Rugasevic e Galovic, Padotic e Glumac dovrebbero completare il reparto difensivo. In centrocampo occhio a Marko Rog, 19enne già in goal nella gara contro il Chernomorets, e ad Henri Belle, giocatore Camerunense allo Spalato da 3 stagione, e anch’esso in goal contro gli Ucraini. Riflettori puntati anche sul giocatore più esperto, Tomsilav Dujmovic, 18 presenze in nazionale e una carriera passata principalmente in Russia con Dinamo e Lokomotiv Mosca. In attacco il punto di riferimento principale sarà il bomber Mate Bilic, già 5 goal in stagione, 6 presenze in nazionale e una carriera spesa principalemnte in Spagna allo Sporting Gijon.

Questo insomma è l’RNK Split, l’ultimo ostacolo per il Torino prima dei gironi di Europa League, un traguardo che sarebbe assolutamente prestigioso per i granata, che non possono fermarsi sul più bello, contro un avversario sicuramente alla portata nonostante, soprattutto la gara d’andata, possa presentare alcune insidie. Il Toro è avvisato, tra qualche volta, tra mille difficoltà, l’anarchia (Spalatina) può salire alla ribalta. E magari prendere pure potere.

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