SHARE

G-Ciro-Immobile-und-Klopp_bvbnachrichtenbild_regular

Ciro Immobile, passato al Borussia Dormund nell’estate che lo ha portato anche a giocare i Mondiali 2014 in Brasile con l’Italia, ha rilasciato un’intervista all’edizione odierna de “La Gazzetta dello Sport”. Il centravanti di Torre Annunziata ha parlato con grande entusiasmo delle sue prime settimane in Germania affrontando anche il discorso relativo ai giocatori italiani costretti ad andare all’estero, oltre alle diverse abitudini incontrate fuori dal nostro Paese.

QUEL VULCANO DI JURGEN – Immobile ha iniziato parlando del suo ambientamento a Dortmund: “Ho già imparato a parlare il tedesco, sono a buon punto e presto non avrò più bisogno del traduttore, anche se il mister Klopp riesce a non farsi capire nemmeno dai tedeschi perché parla troppo in fretta ed una volta gli è scappato pure un ‘vaffa’ in italiano, per fortuna non era rivolto a me (ride, ndr)”.

DA ZEMAN A KLOPP – “Grazie all’esperienza vissuta al Pescara con Zeman ho imparato a gestirmi meglio dal punto di vista fisico – continua Immobile -. Col boemo si fatica a causa di una preparazione precampionato molto pesante, qui in Germania invece ho trovato nuove metodologie di lavoro con esercizi di tecnica e tattica misti, mentre da noi si lavora separatamente. In Bundesliga si corre di più adesso e questo è un altro aspetto che attest la crescita del calcio in Germania”.

QUA MANGIANO SEMPRE – Immobile parla delle novità incontrate dal punto di vista alimentare: “Noi in Italia siamo famosi per la pasta, la pizza ed altre prelibatezze gastronomiche, ma qui in Germania mangiano con molta più frequenza e in grande quantità: anche dopo l’allenamento la squadra mangia pasta, cosa alla quale non ero abituato. E si mangia sempre, dopo i viaggi, le sedute di allenamento…!”.

L’ITALIA IMPARI DALLA GERMANIA – Per finire Immobile parla del lungo peregrinare dei giovani calciatori italiani: “In Bundesliga ci sono anche gli ex interisti Donati e Caldirola, che sono stati costretti ad andare all’estero perché faticavano ad imporsi in nerazzurro ed anche in Serie B pur essendo molto importanti per la Nazionale Under 21. Io ho accettato il passaggio al Borussia anche per motivazioni economiche invece. Fatto sta che adesso Giulio e Luca giocano con regolarità con il Bayer Leverkusen ed il Werder Brema ed il primo è pure in Champions League. In Italia i club sbagliano a mandarti sempre in prestito anno dopo anno, ora sono nel campionato più importante di Europa e dico ai nostri club di prendere esempio”.