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Pallotta-e-Marino

Mentre in Italia è notte inoltrata, a New York, negli uffici del presidente della Roma James Pallotta, si brinda: lo stadio della Roma si farà. L’accordo è stato siglato tra il Comune di Roma, nelle persone del sindaco Ignazio Marino e dell’assessore all’urbanistica Giovanni Caudo, il costruttore Luca Parnasi e la società giallorossa. I nuovi patti prevedono una cinquantina di milioni in più per la metropolitana (linea B, prolungamento fino a Tor Di Valle) e circa 100 mila metri cubi di costruzione in meno, un ponte pedonale da Magliana all’area stadio, un parco tra lo stadio e il Tevere usufruibile dalla cittadinanza sette giorni su sette. In tutto, secondo le prime indiscrezioni, la cifra destinata a opere di interesse pubblico dovrebbe aggirarsi intorno ai 195 milioni e l’investimento da 270 milioni arriva a 319. I posti di lavoro dovrebbero essere tremila temporanei, legati ai cantieri, e tremila definitivi. I lavori per la costruzione dell’impianto dovrebbero terminare, nelle intenzioni di Marino, Caudo e Pallotta, entro il 2017.

Queste le dichiarazioni del sindaco di Roma, Ignazio Marino, ad accordo raggiunto: “L’ho detto chiaramente a Pallotta: non voglio altre ferite aperte nella città, quindi i lavori devono svolgersi simultaneamente, rispettando una tempistica precisa, lo stadio e le infrastrutture, tutto deve essere pronto per l’estate del 2017. Abbiamo ottenuto molti risultati, più soldi, ed esattamente sessanta milioni in più, meno cubature e la metropolitana, che da Eur Magliana si diramerà verso Tor Di Valle, oltre al ponte pedonale e a un parco meraviglioso, anch’esso videosorvegliato metro per metro, in modo che sia sicuro e a disposizione dei cittadini. La soddisfazione è duplice: perché questo lavoro rappresenta sì un sogno per i tifosi ma anche una straordinaria iniezione per l’economia della città. Una vittoria dei cittadini e non solamente dei sostenitori giallorossi”.

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