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Alex-de-la-IglesiaMessi

Lionel Messi è, nell’immaginario collettivo, molto più che un calciatore. Un’entità più grande, quasi una divinità scesa in terra per insegnare il vero significato della parola “classe” ai comuni mortali. Il campo di calcio non può più bastare e sono fioccati contratti per spot televisivi, apparizioni pubbliche varie e molte altre iniziative. Tra queste, non poteva ovviamente mancare il cinema. Solo una questione di tempo prima che qualcuno decidesse di far dell’Arte con altra Arte. Di diverso genere, di particolare comprensione, ma pur sempre Arte.

Quel qualcuno è il regista Alex De La Iglesia, conosciuto per pellicole come Crimen Perfecto e Oxford Murders, il quale ha ben pensato di plasmare un documentario che rendesse omaggio a La Pulga. E così, dopo mesi di gestazione, è stato proiettato alla kermesse del Festival di Venezia Messiil prodotto finale di tale sforzo. La pellicola ha rappresentato il film di chiusura nella categoria “Giornate degli Autori” alla 71a edizione dell’importantissimo Festival italiano, ed è stata accolta da un buon riscontro di pubblico e critica. Messi altro non è che una chiacchierata con amici, professori, allenatori (come Sabella e Menotti), compagni di squadra (Pinto, Iniesta) e di Nazionale e altre importanti personalità del calcio (Valdano, Maradona tramite videomessaggio) e non, tutti riuniti in un ristorante, che raccontano la storia del bambino che diventò gigante, analizzando l’infanzia e l’adolescenza del futuro fuoriclasse del Barcellona dentro e fuori dal campo. Il film è basato su documenti raccolti da Valdano e nello stesso sono state ricreate anche alcune scene di vita del vice Campione del Mondo. C’è tutto quanto di più importante ha caratterizzato la vita di Messi: dalla diagnosi che rischia di bloccarne la crescita e il futuro ai trionfi moderni, passando per il contratto firmato su un tovagliolo di carta per andare al Barcellona. Vittorie, sconfitte, difficoltà, gioie, povertà e ricchezza: tutte racchiuse in uno sguardo passionale e coinvolgente.

“La domanda che ci si pone è: come ha fatto un bambino mingherlino e debole, nato nel quartiere più umile di Rosario, a diventare il giocatore di fama internazionale che è ora, da dove ha tratto la forza per farlo?”, questo il punto interrogativo che ha portato De La Iglesia a cimentarsi in questa suggestiva fotografia cinematografica. Un progetto che rende omaggio ad uno dei calciatori più forti della storia e che regala a Messi un palcoscenico da protagonista anche senza un pallone tra i piedi. Non c’è che dire, un bellissimo gol. O una giocata stratosferica, fate voi.

 

Claudio Agave

https://twitter.com/ClAgaTVOV

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