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Allegri

Prima conferenza stampa (fiume) della stagione ufficiale per il neo allenatore della Juventus Massimiliano Allegri.

L’ex tecnico del Milan ha analizzato la situazione della squadra, colpita da molti infortuni, e l’importanza di alcuni singoli come Marchisio e Vidal, che Allegri ha definitivamente blindato. Ecco tutte le dichiarazioni del coach della Juventus, rese note da tuttomercatowebA Verona andiamo in 19 più tre portieri, 22, quindi siamo anche abbastanza per giocare una partita di calcio. Per quanto riguarda gli influenzati, Llorente e Giovinco hanno fatto un lavoretto a parte stamane, ma Llorente praticamente è stato 3-4 giorni fermo a casa, Giovinco ha saltato gli ultimi due, Padoin ha avuto un po’ di influenza l’altro giorno e stamane invece ha fatto allenamento. Il resto sta bene. A livello di infortuni c’è stato solo Andrea Pirlo che purtroppo ha ricevuto questo colpo al Tim. Dopo le prime valutazioni non si era capita bene l’entità del danno, poi ieri c’è stata l’ultima risonanza che ha confermato il danno. Purtroppo lo abbiamo perso per un po’ di tempo. La squadra sta bene, ha lavorato, siamo pronti per partire, una partita difficile. Difficile perchè è la prima di campionato, difficile perchè il Chievo ha cambiato molti giocatori, difficile perchè tutte le partite di campionato sono sempre difficili, soprattutto la prima, perchè c’è questa attesa per vedere all’opera la squadra. Sono sereno perchè la squadra anche stamattina ha fatto un buon allenamento e quindi domani cercheremo di iniziare e dobbiamo iniziare bene, il campionato. Per quanto riguarda il sostituto di Pirlo, al momento domani sarà Marchisio davanti alla difesa. Poi dovrò ancora valutare la soluzione, di come domani affronteremo il Chievo, anche perchè il Chievo ha diverse soluzioni offensive quindi dovrò valutare come potranno giocare e di conseguenza scenderemo in campo anche noi. Llorente e Giovinco? Ho già dato i convocati. Quindi partono con noi, sono a disposizione. Magari se c’è la necessità – speriamo di no – di averne bisogno, sono in panchina. Vidal? Il ginocchio sta bene, si è allenato bene questa settimana. E’ normale che è un ginocchio che va gestito, quindi domani Vidal partirà titolare. Per quanto riguarda la permanenza di Vidal, è stato ripetuto più volte sia dalla società che da me, che Vidal è un giocatore della Juventus, un giocatore importante, fondamentale, che rimarrà alla Juventus. Sicuramente è un gruppo che si conosce da tre anni, quindi le certezze di avere un gruppo solido a livello caratteriale ce le ho. C’è solo l’attesa di questa prima partita, ma la prima partita è sempre così, perchè ritorno dopo due, barra, tre mesi di sosta, le amichevoli pur importanti quanto siano, non valgono mai quello che può essere un campionato. E quindi c’è solamente attesa. Vedere, aspettare, domani sera alle 18:00 dobbiamo partire con grande concentrazione, grande attenzione e questa è la cosa più importante. La Champions? Innanzitutto è un girone dove ci sono quattro campioni di ogni Paese. Non è un girone assolutamente facile, è il primo obiettivo della stagione. Anche l’anno scorso sembrava un girone facile e poi la Juventus è stata eliminata nel girone di qualificazione. Quindi per noi questo deve essere un obiettivo da raggiungere a tutti i costi. Anche se il girone è più equilibrato di quello che sembra, perchè troviamo il Malmo in una condizione fisica molto più avanzata della nostra, l’Atletico Madrid che è ancora sui livelli dell’anno scorso e l’Olympiakos che è una squadra greca, una squadra con tanti stranieri dentro, una squadra importante del campionato greco, una squadra che l’anno scorso ha passato il turno di Champions e quindi bisognerà essere pronti a combattere, a giocare, sapendo che abbiamo buone possibilità di passare il turno, però non è così scontata come sembra. Questa domanda me la fanno tutti gli anni. Le mie brutte partenze ad inizio campionato? C’è stata solo una partenza buona che ho fatto, a Sassuolo, l’anno che ho vinto il campionato in Serie C. Credo siano a volte anche le coincidenze, soprattutto perchè il primo anno al Milan non partimmo malissimo, in maniera normale. Il secondo anno avevamo avuto la Supercoppa in Cina e quindi abbiamo dovuto fare una preparazione diversa. E il terzo anno il preliminare di Champions. Quindi ci sono sempre state delle situazioni in cui sei sempre stato costretto a lavorare in modo diverso dall’anno precedente. La squadra ha una buona condizione fisica, ma soprattutto quello che conta domani è la condizione mentale, perchè sarà una partita importante e soprattutto una partita che poi ci permetterebbe di lavorare nella sosta in modo sereno, per andare a migliorare alcuni aspetti, anche se mancheranno molti nazionali. La squadra è stata subito mia dal primo giorno che sono arrivato, perchè ho trovato un ambiente eccezionale, un gruppo di ragazzi che si è messo a disposizione. E’ normale che è un mese che ci conosciamo e più andiamo avanti e più sicuramente le cose si miglioreranno. E’ normale che la partita di domani sia una partita complicata, perché andiamo su un campo dove non è mai facile fare risultato; loro vengono da un periodo negativo nel quale hanno subito l’eliminazione in Coppa Italia, quindi domani contro di noi cercheranno di farsi valere e di crearci delle difficoltà. Noi dobbiamo essere molto attenti, giocare bene tecnicamente. E soprattutto in questa prima partita di campionato, avere grande attenzione e stare dentro la partita per 95 minuti, perchè le prime partite, visto che l’attenzione mentale può un attimino latitare perchè  – ripeto – le amichevoli sono un discorso e il campionato è un altro, noi dobbiamo essere bravi a rimanere dentro la partita per 95 minuti. La mia emozione è normale. Innanzitutto ho perso un po’ il vizio perchè dopo quattro mesi che non andavo in panchina, già dopo la prima volta mi sentivo un po’ arrugginito. Poi piano piano anche io devo riprendere a fare le cose per bene, a entrare dentro la partita. Però queste amichevoli mi sono servite abbastanza di rodaggio per rientrare dentro. No, in questo momento parliamo di quelli che ho a disposizione, c’è il mercato, finchè c’è il mercato purtroppo le cose sono un po’ anomale. Il mercato per ogni allenatore è la manna del cielo, perchè dopo quel momento bisogna solo pensare a lavorare, anche se in questo momento giocatori in uscita alla Juventus non ce ne sono. Alla vigilia di una partita parlare di mercato non ha senso. Giochiamo domani, vediamo come va la partita di domani e poi con al società avremo tre giorni per mettere a posto, per integrare una rosa già forte, se ci fosse la necessità. L’obiettivo deve essere il massimo, poi non so dove saremo bravi ad arrivare, e fortunati, perchè la competizione Champions è una competizione particolare, ci sono degli episodi, degli incastri, che se ti vanno bene ti ritrovi in finale e non ti accorgi neanche. E’ normale che ci sono delle squadre – se no ripetiamo sempre le stesse cose – come Barcellona, Bayern Monaco, Manchester City, Paris Saint-Germain, Real Madrid, che hanno fatto un mercato diverso. Ma è il gap di cui tutti i giorni sento parlare giustamente tra le squadre italiane e le squadre estere. Questo non vuol dire che l’Italia, la Juventus e la Roma, non possano fare una grande Champions. Noi dobbiamo sempre partire con l’obiettivo massimo, poi se saremo bravi a raggiungerlo….dove arriviamo, vuol dire che ci saremmo meritati quella posizione. Di positivo credo di aver trovato un ambiente e un gruppo solidi, con la cultura del lavoro e questa credo sia una cosa importante e fondamentale per un allenatore, con regole e disciplina, con una società molto presente. E di questo sono molto contento. Per quanto riguarda quello che ho portato io in un mese, sicuramente avremo due filosofie un po’ diverse, ma perchè ognuno diverso dall’altro, nell’approcciare e nel vedere calcio. Ma questo non vuol dire che è giusto uno o sbagliato l’altro. Credo che siamo completamente diversi e tutti e due abbiamo un modo diverso per vincere. Innanzitutto, per quanto riguarda le favorite, oltre a Juventus e Roma io credo che l’Inter quest’anno abbia fatto un ottimo mercato e sia un squadra molto solida, che si ritroverà a competere con la Juventus e con la Roma. Per quanto riguarda il Napoli, l’eliminazione dalla Champions non abbassa il valore di una squadra, non è che il Napoli ora in un colpo è diventata una squadra scarsa. Credo che l’altra sera siano stati anche sfortunati con gli episodi, dopo essere passati in svantaggio. Poi ci sono stati gli errori singoli, ma questo può capitare in una partita di calcio. Però il valore della squadra è quello e il Napoli ce lo ritroveremo lì a lottare. La Fiorentina quest’anno, che ha meno clamore rispetto all’anno prima, quando è arrivata quarta, ha recuperato Rossi, Gomez, è rimasto Cuadrado, quindi è una squadra che è come se avesse fatto degli acquisti. Il Milan stesso che nonostante in campionato l’anno scorso abbia alla fine sfiorato l’Europa League in un’annata non fortunata con un po’ di confusione, è una squadra che ti ritrovi lì perchè ce l’ha nel dna la società. E quindi negli ultimi giorni di mercato, sicuramente Galliani inventerà qualcosa, per dare una squadra all’allenatore in grado di poter lottare per i primi tre posti. La Lazio ha lavorato bene sul mercato. E’ un campionato molto difficile, credo ci sia un blocco di 7-8 squadre che siano molto migliori rispetto a quelle dal decimo posto in giù. Garcia è un allenatore – l’ho detto anche l’anno scorso – che è stato molto bravo ma soprattutto ha avuto la capacità di arrivare in Italia e capire velocemente il calcio italiano. E questo credo sia stato il più grosso pregio e la sua più grossa qualità da quando è arrivato in Italia. Poi la Roma ha giocatori importanti, giocatori sia a livello tecnico che fisico, anche europei, quindi questo fa sì che la Roma sia una delle candidate favorite a vincere lo Scudetto. Il mio metodo? Io credo che non ci sia bisogno  di essere autoritari, l’importante è essere autorevoli, che c’è una bella differenza. Ci sono quelli che magari caratterialmente hanno bisogno di alzare la voce e quelli che magari hanno un autorevolezza importante, forte, magari non alzando neanche la voce. Questo non è quello che conta. Io ho avuto grandi allenatori che non alzavano la voce e ti insegnavano e ti trasmettevano, mentre altri che magari urlavano e non ti trasmettevano niente. Questo credo che conti relativamente il giusto, perchè ognuno è diverso l’uno dall’altro. Per quanto riguarda la Juventus è accettabile, abbiamo lavorato per farci trovare pronti, abbiamo passato una settimana non facile, ma forse era la settimane che ci serviva per drizzare le orecchie e pensare soprattutto che quello che i ragazzi, l’allenatore e la società, tutti insieme hanno fatto per tre anni, è una roba che rimane e rimarrà nella storia della Juventus, come tutti i trofei che vengono vinti, rimangono nella storia. Domani si riparte, è un’altra stagione, non abbiamo crediti verso nessuno, ma siamo al pari degli altri e dobbiamo dimostrarlo sul campo. Per dimostrarlo sul campo bisogna lavorare, correre, cercare di vincere le partite che poi nel calcio è l’unica cosa che conta“.

 

Claudio Agave

https://twitter.com/ClAgaTVOV

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