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Il sorteggio di Europa League ha regalato alle squadre italiane dei gironi tutto sommato non proibitivi. Se il Napoli e la Fiorentina possono ridere, è indubbio che la situazione dell’Inter sia leggermente più complicata, così come d’altronde quella del Torino che, però, avrebbe potuto incorrere in problemi decisamente maggiori. Per battere il nemico bisogna conoscerlo, dunque è fondamentale andare alla scoperta delle squadre che cercheranno di mettere in difficoltà Napoli, Fiorentina, Inter e Torino. Perché in Europa è sempre meglio tenere alta la guardia.

Iniziamo con il gruppo del Torino, il B. Ai granata tutto sommato non è andata poi così male. La squadra di prima fascia pescata è quel Copenaghen che, a conti fatti, l’anno scorso è stata la vera responsabile dell’eliminazione dalla Champions League della Juventus per via del pari bianconero in Danimarca. Un team da tenere d’occhio soprattutto nelle partite casalinghe ma che, comunque, non rappresenta un ostacolo insormontabile per il Toro. Stesso discorso vale per il Bruges: i belgi avevano una sola grande individualità, il giovane talentino Lestienne. Ma, a quanto pare, il ragazzo è praticamente del Genoa. Di conseguenza, il club esce abbastanza ridimensionato nonostante un ottimo allenatore come Preud’homme e una fase offensiva assolutamente non malvagia. La squadra di quarta fascia che il Torino affronterà risulta essere l‘Helsinki: doppio confronto assolutamente abbordabile. In ogni caso, gruppo di Europa League di grande fascino anche a livello culturale, con il Torino coinvolto in trasferte assolutamente pittoresche e affascinanti.

Proseguiamo col gruppo dell’Inter, l’F. I nerazzurri trovano come squadra di seconda fascia quel Dnipro che anni fa mise in seria difficoltà il Napoli nel suo girone, vincendolo e battendo i partenopei per 3-1 nella partita d’andata. Tra le squadre più importanti d’Ucraina, il Dnipro può contare su un paio di individualità in attacco davvero importanti: parliamo di Kalinic, croato ex Blackburn, e soprattutto Jevhen Konopljanka, numero 10 e stella della Nazionale, premiato tre volte come calciatore ucraino dell’anno. 58esimi nel Ranking Uefa, risultano molti forti soprattutto quando giocano in casa. L’attuale situazione negativa nel Paese, però, potrebbe essere fondamentale: perdendo il supporto del proprio pubblico, la forza del Dnipro andrebbe inevitabilmente ridimensionata. Terza fascia per i francesi del Saint Etienne, squadra dal passato glorioso che dopo anni bui sta ritornando ad affacciarsi nel calcio che conta. Anche in questo caso, parliamo di una squadra che ha costruito i migliori successi nel fortino di casa propria, grazie ad una difesa abbastanza affidabile. Attenzione in particolare ad Erding, bomber della squadra ex PSG e Nazionale della Turchia. Il punto debole dei francesi, però, potrebbe risultare di sicuro la mancanza di esperienza europea: dopo anni di nulla, è impossibile recuperare un certo tipo di mentalità in poche partite di Europa League. Chiudono il gruppo gli azeri del Qarabag, apparentemente la squadra cuscinetto del girone ma che, al contempo, non bisognerà sottovalutare (in fondo hanno pur sempre eliminato gli olandesi del Twente, squadra esperta e incline alle partecipazioni europee). L’intera rosa vale a stento 10 milioni di euro e la squadra, ovviamente, ha un’esperienza internazionale quasi nulla. Ma nel calcio di oggi niente è scontato. Dunque, tanto vale tenere gli occhi aperti.

Passiamo al girone del Napoli, quello I. La squadra di seconda fascia che sfiderà i partenopei sarà lo Sparta Praga. Anche in questo caso, si parla di un club di grande tradizione che ha fornito grandissimi giocatori in passato (Nedved, Repka, Poborsky). Come tutte le squadre di quella zona d’Europa, lo Sparta Praga è una squadra molto fisica ed equilibrata ma a livello internazionale negli ultimi anni non ha mai inciso particolarmente, anzi. A far compagnia al Napoli anche lo Young Boys, squadra svizzera in passato allenata dall’ex allenatore della Lazio e attuale C.T. elvetico Petkovic e che vede nelle sue fila l’ex Cesena e Palermo Steve Von Bergen. Compagine che, in teoria, non dovrebbe dare grossi problemi ma che è imbottita di giovani vogliosi di mettersi in mostra nel palcoscenico europeo. Chiude questo specifico girone di Europa League lo Slovan Bratislava, probabilmente il club slovacco più famoso e vincente di sempre. Ottimo il rendimento in campionato, ma la rosa non sembra pronta a livello europeo. La stella della squadra è di sicuro Robert Vittek, lo stesso che ci prese a calci in faccia nel 2010 spedendoci fuori dai Mondiali con una doppietta. Gli anni però passano per tutti, e l’attaccante sembra risultare meno decisivo di un tempo. Importante però tenerlo a distanza dalla porta.

Chiusura con il girone più facile, almeno sulla carta: quello della Fiorentina, il K. I viola pescano come squadra di secondo livello il Paok Salonicco. Qualche individualità importante (Martens, Salpingidis, Tziolis, Facundo Pereyra, Itandje) e, soprattutto, una trasferta da prendere con le molle per via del tifo imponente. La Fiorentina però resta due spanne superiore. In terza fascia preso il Guingamp: i francesi propongono un calcio veloce e di alti ritmi, come un po’ tutte le squadre transalpine, ma peccano nel reparto difensivo e a livello di inesperienza. Tra i calciatori, da tenere d’occhio il maliano Yatabarè e i francesi Marveaux e Pied. Cenerentola del gruppo la Dinamo Minsk, società bielorussa vincitrice di 7 campionati ma che appare assolutamente inadeguata per l’Europa League attuale.

 

Claudio Agave

https://twitter.com/ClAgaTVOV

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