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Interessante studio pubblicato da Current Biology (riportato in Italia da Il Fatto Quotidiano) riguardante i calci di rigore.

Alcuni scienziati hanno provato a chiedersi quale possa essere la tattica migliore per un portiere volta a neutralizzare un tiro dagli undici metri. Ebbene, a quanto pare il principale errore commesso dagli estremi difensori sarebbe quello di credere che un calciatore possa battere un rigore direzionato su un determinato angolo dopo che i suoi compagni hanno calciato in direzione opposta. Un pensiero basato sul calcolo delle probabilità ma, evidentemente, errato. All’University College di Londra hanno infatti preso in considerazione tutti e 361 i tiri in porta decisivi in tutte le 37 partite finite ai rigori dei Campionati Mondiali ed Europei di calcio degli ultimi 36 anni, e si è notato appunto quanto non sia saggio ragionare in tali termini.

“I giocatori sono il modello perfetto per studiare le strategie cognitive perché quando si arriva ai rigori, soprattutto in partite come le semifinali o le finali, tutti cercano di dare il proprio meglio per superare l’avversario e quindi si suppone che si sforzino al massimo per raggiungere il risultato. Per loro fortuna sembra che gli attaccanti non prestino poi così tanta attenzione al calcolo delle probabilità e non abbiano ancora capito a pieno come sfruttare la cosiddetta fallacia dello scommettitore a proprio favore”, hanno spiegato gli scienziati. A quanto sembra, il metodo migliore per parare un rigore sarebbe quello di scegliere in maniera assolutamente casuale dove tuffarsi e poi attenersi alla decisione a prescindere da dove pensano tireranno gli attaccanti. Il consiglio che gli scienziati danno ai tiratori, invece, è quello di guardare dove hanno calciato i precedenti giocatori.

 

Claudio Agave

https://twitter.com/ClAgaTVOV

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