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Torres

Fernando Torres si presenta ufficialmente come nuovo attaccante del Milan. Il plurivincente centravanti spagnolo ex Liverpool e Chelsea è pronto ad affrontare la nuova avventura italiana con entusiasmo e voglia di fare.

A parlare per primo è Galliani, che spiega la genesi dell’operazione: “Nel 2002 quando era all’Atletico Madrid c’era questo ragazzino di 18 anni che aveva fatto bene già nell’anno precedente. Il suo nome era Fernando Torres. Abbiamo provato a prenderlo negli anni successivi ed ora finalmente è qui. Siamo felicissimi di questo acquisto, ha scelto il numero 9. L’operazione più difficile? Van Ginkel. Si è fatto corteggiare molto. Gli avevo dato un ultimatum ma mi sono reso conto che ci piaceva troppo per mettergli pressione. Secondo me è un grandissimo centrocampista e qui arriva per giocare con continuità. All’inizio ha resistito ma De Jong e Torres lo hanno bombardato e alla fine ha detto di si. La più facile? Bonaventura. Dopo il fallimento dello scambio Zaccardo-Biabiany col Parma mi è venuta questa idea ed è andata bene. E’ stato tutto molto veloce. E’ stato fatto un mercato con tante operazioni: sono entrati 11 giocatori e ne sono usciti 14. Abbiamo cambiato tutto, dall’allenatore ai giocatori. E’ un Milan nuovo e diverso. Con Taarabt ho parlato fino alle 22 ma si voleva un giocatore con caratteristiche diverse e ragionando abbiamo fatto questa scelta. Ha lasciato un bel ricordo da noi ma il mercato è anche questo. Balotelli? Le caratteristiche di Torres sono molto diverse. Ad un certo punto si è deciso di lasciarlo partire, in quel momento ci si è posti il quesito di come sostituirlo e la scelta è caduta su Torres ed è arrivato lui. Molti vengono a svernare in Serie A? Preferisco solo occuparmi del mercato del Milan, che ha avuto un giusto mix. Non riesco a capire perché a volte sia una colpa prendere giocatori a parametro zero. Diego Lopez è indicativo: a 20 milioni è forte e a 0 no? Lo stesso Alex è un grande campione e l’anno scorso giocava titolare al posto di Marquinhos, molto più giovane di lui. Un voto al mercato del Milan? Giudicheranno gli altri. Cristante? Si sentiva poco considerato. Lo volevo mandare in prestito altrove ma ha chiesto di essere ceduto e quindi è andato al Benfica”.

In seguito, è il turno di Torres e delle sue prime sensazioni rossonere: “Ho potuto già conoscere l’allenatore e i giocatori prima della partita contro la Lazio. Ho avuto già il tempo di adattarmi a Milanello ma ho bisogno di imparare la lingua e integrarmi al massimo con la squadra. Il Museo del Milan? Non c’era bisogno di visitarlo per capire che questo club è grande. Ha vinto tanti trofei nazionali ed internazionali. Per me è un privilegio stare qui, e quando ho visto i grandi attaccanti del passato del Milan ho capito quanto è importante il numero 9 qui. Spero di essere all’altezza, vorrei che la partita contro il Parma fosse domani per poter subito giocare. Questa è una grande sfida, avevo bisogno di cambiare dopo 7 anni in Premier League e giocare in Italia, il più bel campionato dopo Liga e Premier, è una grande soddisfazione. Non potevo rifiutare. Farò tanti gol e aiuterò il Milan a tornare dove deve stare, cioè in Europa. Il nostro obiettivo comune è questo. Ovviamente sono felice di stare qui. Chi preferisco tra Van Basten, Weah e Inzaghi? Hanno tutti caratteristiche differenti e ognuno ha marcato una diversa epoca al Milan. Spero di riuscire a regalare anche io gli stessi successi, così nel Museo del Milan ci sarò anche io. Ho sentito Inzaghi, tutti lo abbiamo conosciuto come giocatore e ora anche in panchina ho avvertito una grande passione. Spero possa essere capace di prendere il meglio di me, ed è bellissimo che sia stato lui a chiamarmi. Sono sicuro che m’insegnerà molto e mi farà integrare bene nella squadra. La differenza tra Italia e Inghilterra? Hanno entrambi campionati importanti, con delle squadre tra le più grandi d’Europa. Io ho sempre seguito la Serie A e i miei compagni all’Atletico Madrid, tra cui Albertini, mi parlavano spesso del Milan e della Serie A. Galliani ha ricordato che mi avevano quasi preso. Ho visto le partite del campionato italiano ed ho sempre avuto voglia di confrontarmi con le migliori squadre italiane. Non ho mai avuto problemi ad adattarmi alla Premier League e non ne avrò nel giocare qui. Llorente? E’ un buon amico e ha fatto una grande stagione l’anno scorso. Io farò di tutto per fare il meglio del Milan in questa stagione e per essere il miglior attaccante della Serie A. Ho visto grande entusiasmo qui e tutti vogliamo fare bene. Lo Scudetto è l’obiettivo minimo per un club come il Milan, ma sarebbe già importante posizionarci tra le prime tre. Non mi piace parlare di un giocatore in particolare che mi è piaciuto contro la Lazio, l’importante è il gruppo, è fondamentale per fare una buona stagione. E’ difficile sceglierne uno in particolare. Il Milan deve avere un gruppo solido e spero di integrarmi bene con i compagni, mi auguro già dalla prossima partita magari di far parte dell’11 titolare. Mourinho? Ho avuto sempre un rapporto buono e professionale con lui, mi ha augurato buona fortuna quando ho accettato il Milan e mi ha parlato della passione dei tifosi e della grandezza del club. Ho avuto l’opportunità di lavorare con un grandissimo allenatore e spero di incontrarlo come avversario. Il Presidente mi ha subito accolto bene e io sono molto felice di poter essere finalmente qui. Ho fatto test fisici di ogni tipo, è fondamentale che io trovi la forma giusta. Hanno osservato tutti i valori, tra cui velocità e agilità. Mi sento bene fisicamente e mentalmente e quindi quando tutto va bene sono anche più felice di allenarmi e non vedo l’ora di iniziare anche qualche test di esplosività. Essere un professionista è una cosa fondamentale in un gruppo di calciatori forti. Ho giocato in tre club differenti e con ognuno di loro ho avuto dei periodi differenti. E’ vero ho vinto con il Chelsea, cosa che non ho fatto con l’Atletico e con il Liverpool, anche se in questi altri club ho segnato di più. Adesso sono al Milan ed è una tappa nuova. Credo che i tifosi dovrebbero vedermi, perché parlare delle aspettative non serve. Devono vedermi all’opera, le motivazioni non mancano, spero di segnare tanti gol e di vincere anche tanti titoli. Conosco altri giocatori del Milan. Non è questione di giocare uno per l’altro, ma saper giocare insieme ed andare d’accordo. El Shaarawy è veloce e gioca bene, sta crescendo e può crescere tanto, sarà un giocatore importante. Non è facile giocare in un campionato così tattico, ma più difficile è la sfida meglio è, questo conta. Io avevo bisogno di un posto nuovo ed era importante cambiare. Spero qui di vivere una seconda giovinezza e i miei migliori anni. Devo ringraziare Liverpool e Chelsea per le grandissime stagioni che ho vissuto in Premier League. Dopo 7 stagioni necessitavo di nuove sfide, qualcosa che mi eccitasse e che mi ridesse la voglia di far bene. Il Milan era tutto quello di cui avevo bisogno, una squadra che lotta per le prime posizioni e che mi consentirà di essere ancora importante. Volevo realmente venire qui, la Premier League è un capitolo chiuso. Adesso se ne apre un altro e non vedo l’ora di iniziare qui giocando il mio primo match, sperando di dare al Milan molto per delle stagioni di successo e con tanti trofei”.

 

Claudio Agave

https://twitter.com/ClAgaTVOV

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