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Il Presidente del Torino Urbano Cairo è stato il protagonista di una lunga conferenza stampa nella quale si è parlato della cessione di Alessio Cerci e, più in generale, dell’intero calciomercato del Torino.

Il resoconto della conferenza di seguito, con le parole di Cairo riportate da Toro.it: Il voto al mercato? Non spetta a me. Il campionato e l’Europa potranno dire di più. Certamente l’avvio è stato buono, sia con l’Inter che in Coppa. Il voto lo darà il campo. Quello che posso dire, visto l’investimento fatto in questi 2 anni, è che abbiamo fatto un investimento globale di acquisto di calciatori tra la stagione scorsa e questa in corso: 17 milioni nella stagione scorsa, 22 milione e 350 mila euro nell’attuale. Entrate da cessioni di calciatori, Ogbonna, D’Ambrosio, Cerci e Immobile più altre minori, 42 incassati, a fronte dei 39.4 spesi”.
“Sono tanti i giocatori su cui puntiamo. Abbiamo una rosa di giocatori di prospettiva, tanti giovani che non abbiamo visto ancora all’opera, come Bruno Peres e Gaston Silva
Amauri è un giocatore che si adatta alle caratteristiche che ricercava il nostro mister, giocatore di grande fisicità, nelle ultime due stagioni ha fatto 10 gol a stagione. C’era questa opportunità, abbiamo ragionato di questa possibilità. Cerci è stato venduto solo domenica, la cosa si è chiusa quando il presidente dell’Atletico Madrid domenica alle 11 ha formulato l’offerta. Non era automatico che Cerci venisse venduto, il giocatore mi ha chiesto, pur ringraziando, di poter andare. Era il suo desiderio, io non volevo dirlo in maniera evidente con il mercato aperto, ho cercato di preservarlo dicendo che ne avremmo riparlato, speravo di poterlo convincere. Dalla cessione di Cerci, il Torino ha incassato 15 milioni, da cui c’è da dedurre il 5%. In totale sono 14,250 milioni più un bonus non certo di circa un milione. Amauri ha tanta voglia di mettersi a disposizione, l’ho visto motivato. Prima di domenica nessuna offerta per iscritto. C’era interesse per Cerci ma non arrivavano le offerte giuste. Abbiamo accettato perché c’era una grossa pressione del giocatore, ed è per quello che abbiamo accettato a quelle cifre. Ripeto, c’erano gli sms del giocatore, sempre equilibrati ed educati, ovvio, ma molto fermi. Obiettivo di quest’anno? Scaramanticamente non diciamo nulla. Un ultimo colpo? C’erano un paio di milioni da poter investire, ma non è andata. Non va visto solo quanto accaduto ieri. Bisogna considerare tutto il resto, tutti i giocatori arrivati anche nella prima parte. Un mercato di 13-14 innesti: arrivato Amauri, giocatore che il mister voleva, lo abbiamo accontentato. Quasi obbligati a cedere Immobile, non era tutto nostro. Cerci già lo scorso anno voleva andare. Per il momento io nel Toro ho messo 60 milioni di tasca senza prendere un euro. Giovinco? Non parlo di giocatori che non sono del Torino. Zapata è un giocatore che il Napoli non avrebbe dato, si è parlato di lui, ma la nostra preferenza era per Amauri e non per il giocatore del Napoli. E il Napoli lo avrebbe dato solo in prestito ma senza alcun diritto di riscatto. Più giovane, meno esperto, ma sul quale non si poteva capitalizzare. Cerci è stato chiaro nella sua lettera. Credo che poi ci sia la volontà di lasciarsi bene, altrimenti poi va a finire come D’Ambrosio che è stato un po’ beccato. La realtà però è questa, è un legittimo desiderio: aspettava una mia offerta? Siamo seri, il giocatore voleva andare. Amauri non si è lasciato bene con la Juve, ma non voglio entrare in discorsi altrui. Anche Immobile era stato accolto con scetticiscmo. Credo che il desiderio più grande di Amauri sia quello di fare gol nel derby, credo possa diventare un idolo per i tifosi. Con la voglia che ha di giocare nel Toro può darci soddisfazioni”. 

 

Claudio Agave

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