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“Sport-Club Paderborn 07, mai sconfitti in Bundesliga”

Un gran bel titolo per una squadra semi-sconosciuta della Renania. Eppure è così…glissando sul fatto che abbia esordito proprio quest’anno nel massimo campionato tedesco e che abbia giocato appena due partite. Lasciando da parte l’ironia, il Paderborn si è dimostrato più forte di ogni pronostico che la annunciava come prossima cenerentola della Bundes, destinata a tornare in Zweite senza troppe emozioni. Il campionato è lungo, ma per il momento la squadra del presidente Finke ha dimostrato di voler rimanere aggrappato alla prima serie tedesca con le unghie e con i denti. L’hanno scoperto a proprie spese il Mainz, che ha acciuffato il pareggio nella giornata d’esordio proprio sul finale, e l’Amburgo, preso a pallonate davanti al proprio pubblico lo scorso sabato. Chi non avrebbe puntato nemmeno un euro sui neo-promossi deve adesso iniziare a fare i conti con i ragazzi terribili di Breitenreiter, che non hanno alcuna voglia di interrompere il loro sogno così facilmente. Ma da dove viene fuori questo Paderborn? Proviamo a scoprire qualcosa di più. 

SU E GIU’, UNA VITA DA ASCENSORE- Come per molte squadre tedesche e non, l’SC Paderborn 07 nasce dalla fusione di due club minori, l’FC Paderborn ed il  TuS Schloß Neuhaus. Quest’ultimo club nasce a sua volta dall’unione di due squadre, la cui base era l’SV Neuhaus 07, fondato appunto nel 1907 che verrà scelta come data originaria di fondazione dell’attuale club. Il nome della squadra come lo conosciamo oggi risale al 1997, anche se l’originaria fusione tra Paderborn e Neuhaus è del 1985. La storia sportiva del club è una sorta di ascensore, su e giu tra Regionalliga e Zweite Bundesliga a partire dal 1999 ad oggi..anzi, ieri. Nel mezzo, una retrocessione in Oberliga Westfalen nella stagione 2000/2001, subito però accantonata con la promozione l’anno successivo conquistata con la prima posizione. La prima stagione in Zweite è quella del 2005/2006, conclusa al nono posto. L’ascensore riprende con la retrocessione 2007/2008 e la rapida risalita l’anno successivo attraverso il play-off. Da allora ancora su e giù, ma in classifica: si alternano per ben due volte una stagione da quinto posto ed una da dodicesimo, fino al trionfale 2013/2015 concluso al secondo posto e con la prima storica promozione in Bundesliga.

COLPO DI FULMINE- Buona parte del miracolo dell’esordio in Bundes ricade sulle spalle del mister Andrè Breitenreiter, approdato a Paderborn la scorsa stagione e capace di guidare la squadra subito verso il colpaccio. Discreto giocatore, tocca il vertice della carriera negli anni ’90 vestendo le maglie di Hannover, Amburgo e Wolfsburg, continuando poi nelle serie minori chiudendo la sua esperienza all’Havelse. E’ proprio l’Havelse che gli offre la prima panchina da allenatore, apprezzando le sue qualità da “studioso di calcio” messe in mostra lavorando da osservatore per il Kaiserslautern. Con l’Havelse vince una Coppa della Bassa Sassonia nel 2012, per poi approdare al Paderborn nella stagione successiva. Pronti, via e subito in Bundes: a soli 41 anni e poche stagioni di gavetta pare aver già raggiunto  il massimo, ma la sua fame non sembra essersi saziata ed è pronto a stupire e stupire ancora.

QUALCHE TALENTO E FORZA DI GRUPPO- Come tutte le piccole squadre appena affacciatesi ad alti livelli, il primo obiettivo è quello di non prenderle. La fase difensiva mostrata in queste due partite è pressoché esemplare, con ogni giocatore pronto a lavorare spalla a spalla con il suo compagno e delle linee serratissime e molto difficili da superare. Sono pochi i giocatori con qualità superiori, ma Breitenreiter ha saputo fare di necessità vistù, serrando i ranghi e creando un gruppo forte e solido. I giocatori che sono fin ora emersi sono pochi, ma buoni: il turco Saglik, capocannoniere nella scorsa edizione di Zweite e tra i trascinatori anche morali del gruppo, il centrocampista Vrancic, tra i più tecnici della squadra, ed il giovanissimo Kachunga, classe ’92 tutto corsa e istinto autore di due reti in due partite. Mancano ancora ben 32 partite e siamo sicuri che qualche altro talento verrà fuori da questo compatto guscio del gruppo-Paderborn.

TIFO CALDO MA OCCHIO ALL’ORARIO- Lo stadio che ospita le partite casalinghe del Paderborn è la Benteler-Arena, inaugurata nel luglio del 2008 con un super match con il Borussia Dortmund. L’Arena ha preso il posto del vecchio stadio, il Löns Stadium Hermann, in cui il club giocava negli anni dell’ “ascensore”. Il nuovo impianto può contenere 15.300 spettatori, quasi sempre tutti presenti nelle ultime due stagioni ( circa 10000 di media) nonostante i soli 147000 abitanti dell’intera Paderborn. Stadio relativamente piccolo, ma molto caldo: c’è una forte simbiosi tra città e squadra, con i supporters che non fanno mai mancare il loro apporto al di la del risultato e degli obiettivi raggiunti dalla società. Con l’approdo in Bundesliga anche il loro tifo potrà avere la visibilità che merita ed il popolo di Paderborn potrà vivere ogni partita come una vera festa.

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Occhio però all’orologio: lo stadio ha l’obbligo di chiudere alle ore 22.00 per non disturbare il vicinato e, proprio per questo motivo, il Paderborn non giocherà mai l’anticipo del venerdì sera. Anche a Paderborn l’ordine e la disciplina regnano sovrani, ma siamo certi che, anche in caso di partita alle 22.00, la vecchietta che scenderebbe in campo con la scopa per far allontanare i chiassosi giocatori ed i turbolenti tifosi avrebbe al collo una scintillante sciarpa color azzurro.

 

Di Domenico Silvestro (@DomSilvestro88)

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