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Saviola

L’ex attaccante di Barcellona e Benfica Javier Saviola è stato ufficialmente presentato come nuovo attaccante del Verona. L’ex Nazionale dell’Argentina è stato protagonista di una conferenza stampa ricca di spunti al Bentegodi, nella quale Saviola ha manifestato tutta la sua felicità per l’opportunità di giocare in Italia e ciò che si propone di fare per aiutare il Verona nello svolgimento del campionato.

Ecco tutte le parole di Saviola, raccolte dal sito ufficiale della società scaligera: “E’ stata una trattativa molto rapida. Ho scelto Verona prima di tutto per l’impressione positiva che mi ha fatto questo club, e inoltre perché il campionato italiano è molto competitivo. Questo rappresenta una grande motivazione. E’ molto bello per me essere in una società che sta crescendo molto e che dimostra di poter fare grandi cose. E’ un privilegio giocare qui. Entrambe le parti erano molto sicure, il Verona mi ha voluto fortemente e io volevo fortemente il Verona. Cercavo una squadra con motivazioni importanti e in crescita, poi desideravo venire in un campionato competitivo e quello italiano è l’ideale, con squadre forti tatticamente e fisicamente. Mi sono sempre comportato in modo umile e professionale, ho giocato in tanti club e in molte città, e scendere in campo in Serie A è importante, mi dà una motivazione in più. Vengo in una  squadra con buoni calciatori e spero che i tifosi si possano divertire con il nostro calcio. Non è stato tanto rilevante il punto di vista economico. La cosa più importante è stato l’accordo di venire qui e andare via dalla Grecia. Il campionato italiano è senza dubbio uno tra i più importanti, assieme a quello spagnolo e inglese. Qui il livello è molto alto e ci sono calciatori di qualità. A tutti i tifosi piace seguire questi campionati perché ci giocano le squadre e i calciatori più forti del mondo. Giocare contro Tevez? Ho avuto anche l’opportunità di giocarci insieme, durante le Olimpiadi. L’oro olimpico di Atene fu un risultato molto prestigioso. Ho avuto anche altre offerte, però per rispetto di queste squadre non dirò il nome. Io volevo venire qui, questa è stata la motivazione più grande. Ho parlato direttamente con la società e questo ha accelerato tutto, perché sapevo sempre l’idea del club senza che ci fossero intermediari nella trattativa. Vorrei disputare una buona stagione e aiutare la squadra, approfittando anche personalmente di questa nuova esperienza. Mi piacerebbe anche crescere con il club e che il club cresca con me. Credo che quando un calciatore arriva in una squadra nuova, si pone sempre degli obiettivi. Il mio è quello di adattarmi il prima possibile perché credo sia la cosa più importante. Cercare di aiutare la squadra a crescere partita dopo partita anche grazie ai nuovi arrivi e, naturalmente, dare delle gioie ai tifosi. Sicuramente in questa squadra i calciatori con nomi importanti e con tanta esperienza ci sono. Cercheremo di trasferire la nostra esperienza anche ai nostri compagni, perché è un campionato lungo e difficile e il gruppo deve essere sempre ad un livello molto alto. Ho conosciuto Rafa Marquez al Barcellona, abbiamo un buon rapporto. Adesso voglio iniziare a conoscere i miei compagni e l’allenatore, per capire cosa vuole da me. Non ho ancora parlato con Rafa perché la trattativa è stata veloce e lui è in Messico. Quando tornerà parleremo molto, per poterci adattare il prima possibile alla città e alla cultura italiana. Mandorlini? L?ho incontrato solo in occasione del primo allenamento e ho scambiato qualche parola con lui. Non abbiamo parlato del mio ruolo. Di solito ho giocato quasi sempre alle spalle di un attaccante centrale, ma quando arrivi in una squadra nuova devi adattarti per aiutare la squadra. L’esperienza in Grecia è stata positiva: con l’Olympiacos ho vinto il campionato e siamo andati bene anche in Champions. Ho voluto cambiare, ma sono grato alla gente per come mi ha trattato. I tifosi greci sono spettacolari, vivono il calcio con passione e sono legatissimi alla loro squadra. Ho avuto il privilegio di avere dei manager che mi hanno insegnato tanto, sia calciatore che come uomo. Adesso ho un nuovo allenatore che non conosco molto ma con il quale lavoreremo al massimo per far crescere questa squadra. Ho scelto il numero 7, quello che avevo al River Plate. Caniggia? Sapevo che aveva giocato nel Verona. E’ molto famoso e calcisticamente aiutò molto l’Argentina. Iturbe l’ho visto giocare, il mondo conosce già la sua forza.”.

 

Claudio Agave

https://twitter.com/ClAgaTVOV

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