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Negli studi di Vinovo di JTV, canale ufficiale della Juventus, il difensore Andrea Barzagli ha risposto alle tantissime domande dei sostenitori juventini e del conduttore. Ecco l’intervista completa:

Come stai e quando speri di rientrare?
“Spero presto. Sinceramente le cose stanno andando bene, stiamo accorciando anche un po’ i tempi su quanto era previsto. Ho iniziato a fare qualcosa anche con la squadra, quindi sono fiducioso. Ancora non posso dire di essere pronto, però, insomma, manca poco penso”.

Non è stata un’operazione semplice, ma hai recuperato rapidamente…
“Sì, è stata un’operazione fatta al calcagno dell’osso, quindi non è da sottovalutare. Di conseguenza i tempi erano un pochino più lunghi. Però le cose stanno andando bene, monitoriamo giorno per giorno, l’importante è che risponda sempre tutto bene”.

C’è tanta voglia di campo…
“Molta, anche perchè da fuori si soffre molto nel vedere i compagni e la squadra giocare, quindi uno spero di rientrare al più presto nel gruppo”.

Il momento più bello in questi anni di Juve e quello meno felice?
“Quello meno felice forse l’ultimo periodo dello scorso anno, per molti problemi fisici sono stato fuori diverso tempo. Non mi scordo neanche gli ultimi mesi di quattro anni fa, dove purtroppo non abbiamo finito benissimo il campionato. Però in questi tre anni abbiamo avuto dei bellissimi momenti di felicità, di grandi vittorie. Forse quella più bella per me rimane quella del primo anno, che è stato un anno un po’ inaspettato, uno Scudetto vinto, una gioia e una festa incredibili”.

Come ti trovi con mister Allegri e come valuti questi primi mesi insieme a lui e al suo staff?
“Li valuto molto bene, siamo ripartiti con il piede giusto, lo abbiamo visto già da sabato. E’ rimasta la stessa Juve, grande voglia di vincere ancora, di dimostrare ed è una cosa che conta di più. E’ arrivato un nuovo mister, che porta sicuramente nuove idee e ci può fare solo che bene. L’importante è che restiamo noi giocatori con quella voglia e fame per poter vincere ancora qualcosa”.

A Verona Juve molto tonica e in palla. Anche in Germania le squadre partono subito forte. Qual è la differenza di preparazione tra l’Italia e la Germania, per te che hai giocato anche nel Wolfsburg?
“Una domanda interessante, anche perchè in Germania curano molto la preparazione fisica, addirittura nella prima settimana con tre allenamenti. Però dipende tutto dalla mentalità del calciatore, della squadra, se ti applichi e ti alleni bene, arrivi a una forma fisica eccellente e in più in campo, a volte, anche a una mancanza di brillantezza si sopperisce con l’aiuto di tutta la squadra e di un compagno con l’altro. Sabato abbiamo visto una Juve tosta, bella da vedere. Una bellissima partita”.

Vi sentite più portati a difendere a tre o a quattro?
“Io parto da un presupposto: ogni giocatore della nostra squadra, ogni difensore, ha iniziato la sua carriera a quattro e ha sempre giocato con la difesa a quattro. Ci siamo trasformati due-tre anni fa a tre, sicuramente ci sono stati risultati importanti, ci siamo trovati bene, sicuramente esalta molto anche le nostre caratteristiche, però io valuto sempre la difesa fatta da un’organizzazione difensiva, quindi al di là dei tre, al di là dei quattro, è un po’ parte di tutta la squadra la difesa. poi ci sono i duelli individuali ci sono possono essere sbagli individuali che si possono fare sia con la difesa a tre che con quella quattro. Sicuramente la difesa a tre ci ha esaltato molto come nelle nostre caratteristiche, però nasciamo tutti con la difesa a quattro e non ci sono problemi a proporla”.

Quali sono le avversarie che si sono rinforzate meglio in campionato? E chi può essere la sorpresa di questa Serie A?
“La Roma ha fatto un ottimo mercato, ha fatto già l’anno scorso un ottimo campionato, ha una rosa importante, quindi sicuramente è la squadra più temibile. Poi si sono rinforzate anche altre squadre, l’Inter ha preso giocatori importanti, anche di esperienza, il Napoli ha fatto il suo solito mercato, il Milan ha un po’ stravolto la sua rosa e con l’arrivo di Inzaghi può fare un ottimo campionato. Diciamo che non c’è da sottovalutare niente, perchè comunque nel campionato italiano ci possono essere sempre delle novità come lo siamo stati noi tre anni fa, dove nessuno si aspettava che vincessimo il campionato. Il Verona l’anno scorso ha fatto un ottimo campionato. Quest’anno secondo me anche la Lazio ha fatto un ottimo mercato, però c’è da vedere, durante il campionato vedi veramente la situazione, non saprei dire adesso chi potrebbe essere la sorpresa”.

Cosa consiglia ai giovani di oggi per diventare professionisti?
“E’ un tema molto lungo e profondo, ci potremmo stare lunghe giornate… Personalmente, consiglio ai ragazzi di intraprendere il calcio sempre come uno sport e un gioco di divertimento. Quando si arriva già ai 13-14 anni e si pensa troppo a essere giocatori, può essere un problema: prima di tutto perchè purtroppo nel calcio o nel grande calcio di serie A ne arrivano pochissimi e questo è un peccato per la nostra Nazione italiana, perchè culturalmente per noi il calcio è lo sport più praticato e seguito. Di conseguenza penso che se uno vuole veramente arrivare, ci vuole molto sacrificio, molta attenzione e comunque avere anche una quela voglia di migliorarsi. Poi ci vuole anche fortuna, quello non manca mai”.

La Juve può essere la sorpresa della Champions?
“Quello ce lo auguriamo, almeno di passare il girone. L’anno scorso è stata una grossa delusione per tutti, soprattutto per la Champions fatta due anni, dove abbiamo fatto un bellissimo cammino concluso poi contro il Bayern che poi ha vinto la competizione. Speriamo sicuramente di fare meglio, vogliamo fare meglio e per adesso dobbiamo metterci in testa di passare il turno. Comunque non sarà facile, perchè la Champions League è sempre una competizione molto difficile”.

Come hai visto questo sorteggio?
“Sicuramente c’erano anche altre squadre molto più insidioso; anche l’anno scorso sembrava un girone abbordabile, ma in una competizione europea non ti puoi fidare neanche di una squadra che sulla carta ti sembra molto più inferiore”.

Sei uno dei migliori difensori del momento. Ma non hai il rimpianto per il fatto che potevi essere uno dei migliori di sempre? Perchè sei esploso così tardi? Non per colpa tua…
“Io me la sono fatta questa domanda e sinceramente penso anche di saper rispondere: quando ho avuto 23-24 anni, nel momento più alto della mia carriera come poteva essere un giovane nel giro della Nazionale, mi sono ritrovato ad essere a Palermo, ma vedevo le grandi squadre che avevano tutte grandi difensori: il Milan aveva grandi difensori, la Juve grandi difensori, la Roma grandi difensori. Era difficile investire, spendere diversi soldi su un giovane italiano per poi metterlo in panchina. Quindi sinceramente non era solo per demerito mio, ma è che forse il campionato italiano 6-7 anni era di un livello superiore. C’erano più grandi giocatori ed era difficile sinceramente giocare in una delle top. Ho fatto altre scelte, sono andato in Germania e sono tornato. Poi sono esploso. Forse ci poteva stare anche in prima, questo non lo so, ma in quel momento forse non mi hanno visto pronto”.

La Juve ha diminuito il gap con le grandi d’Europa?
“Rispetto proprio ai top club, secondo me siamo rimasti uguali. Lo si vede dagli investimenti che fanno Real Madrid, Barcellona, Bayern Monaco, Manchester City, hanno sicuramente delle entrate importanti, spendono per grandi giocatori, quindi non penso siamo a quel livello. Però mai dire mai, bisogna prendere d’esempio anche l’Atletico Madrid che l’anno scorso ha fatto una grandissima Champions, fino a un minuto dalla fine rischiava anche di vincere. Perchè quindi anche noi non possiamo sognare e metterci in testa che possiamo essere o diventare alla pari delle big?”.

La Juve ha bisognod del miglior Barzagli. Come stai Andrea in vista della stagione?
“Sto molto meglio, sto recuperando più velocemente di quello che si pensasse, quindi le cose procedono molto bene”.

Chi è il miglior difensore con cui hai giocato e il più forte attaccante che hai mai affrontato.
“Io ho avuto la fortuna di giocare in Nazionale, anche se non per molto… diciamo che ho avuto la fortuna di allenarmi con Cannavaro e Nesta e direi che loro sono stati i più forti che ho visto in allenamento, ci ho anche giocato qualche volta, anche se era molto difficile. Sono stati veramente dei difensori formidabili. Per quanto riguarda l’attaccante, ce ne sono tantissimi: l’ultimo che ho affrontato, fortissimo, è Suarez che adesso è andato al Barcellona; Ibrahimovic, Cristiano Ronaldo…ma anche in Italia ci sono tantissimi attaccanti forti ai quali non puoi concedere niente”.

Che partita di aspetti con l’Udinese?
“L’Udinese è partita subito bene, è una squadra con il suo solito perno che è Di Natale, che non smette mai di segnare, ha fatto un buon mercato, ha sempre questi giocatori giovani, bravi, che corrono, quindi è sicuramente una squadra che verrà allo Juventus Stadium per fare una buona partita, magari anche di attesa, per poi ripartire. Ci vorrà la massima concentrazione”.

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