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Giacomo Bonaventura è stato protagonista di un piccolo intrigo di calciomercato nelle ultimissime ore prima della chiusura del calciomercato estivo: il centrocampista ex Atalanta è stato vicinissimo all’Inter, prima di finire come ormai noto al Milan. In proposito si è espresso il direttore sportivo nerazzurro, Piero Ausilio, che ha commentato la vicenda ai microfoni di “Inter Channel”.

NON CI SERVIVA – “E’ vero, avevamo bloccato Bonaventura ma tutto era legato alla eventuale cessione di Guarin, che alla fine non è avvenuta. Rimasto il colombiano, abbiamo chiamato correttamente l’Atalanta dicendo loro che ci chiamavamo fuori, lasciando l’atleta al Milan visto che a quel punto era diventata una opportunità di mercato per loro. Fino alle 20:30, diciamo, il Milan con tutta probabilità non sapeva neanche che il calciatore fosse sul mercato. Guarin ora ricoprirà un nuovo ruolo in attacco dove i titolari sono già noti e ci saranno pure i giovani Bonazzoli e Puscas”.

LA VERITA’ E’ UN’ALTRA – Parole che cozzano con quanto dichiarato dall’ad rossonero, Adriano Galliani, che ad inizio settimana aveva dipinto come risultato di una grande strategia di mercato l’acquisizione dello stesso Bonaventura, grazie alla tempestività profusa negli ultimi minuti della campagna trasferimenti. Ausilio ha concluso il proprio intervento affermando: “Il nostro principale scopo era ridurre il monte ingaggi e l’età media della rosa, oggi siamo a 70 mln per gli emolumenti alla rosa e 25,6 anni di media, circa 2 anni e mezzo rispetto al passato. Gli incedibili erano e sono Kovacic ed Icardi mentre Vidic ha rappresentato l’apertura del nostro mercato, dopo sono arrivati elementi importanti come M’Vila, Osvaldo, Dodò e Medel, non colpi ad effetto ma funzionali al progetto dell’allenatore, con Thohir informato di tutto”.

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