SHARE

lotito

Già apparso durante l’elezione del presidente FIGC come il gran burattinaio alle spalle del neo eletto Tavecchio, Lotito ha fatto valere il suo status quo, per dirla alla sua maniera, in modo da presentarsi in panchina nella rifinitura prima e negli spogliatoi dopo con la Nazionale, armato anche di k-way firmato Italia. Il presidente della Lazio, figura poco gradita anche ai senatori dello spogliatoio che, secondo quanto riportato da goal.com, avrebbero mostrato insofferenza, è stato protagonista anche in tribuna e nella cena post partita con Paparesta, Matarrese e lo stesso Tavecchio.

Come al solito, ha deciso di rispondere alle accuse mossegli dalle pagine del Corriere dello Sport: “E’ tutta invidia, Conte dice di me che sono una forza della natura. Ero negli spogliatoi per prendere la maglia di De Vrij a mio figlio, non capisco cosa vogliono: è come se ad Alfano fosse impedito di seguire da vicino le Frecce Tricolori. Sono consigliere federale, ho la delega per proporre riforme all’assetto normativo, non c’è nessun piano regolamentare che mi impedisca di stare con la Nazionale: potrebbero farlo anche gli altri 20 consiglieri“.

Se dal piano legislativo la posizione di Claudio Lotito è inattaccabile, cerchiamo di fare un passo indietro e vederla sul piano morale: attenzione a portare in spogliatoio una figura che ne lede gli equilibri dopo aver fatto tanta fatica per cementare un gruppo che sembrava un malato terminale solamente due mesi fa.

SHARE