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ibrahimovic 2015

La sosta delle nazionali ha interrotto il campionato francese, giunto già alla sua quarta giornata. Capolista inatteso in Ligue 1 è il Bordeaux, con 10 punti sui 12 disponibili fino a questo punto e che ha sorpreso tutti ma non il suo allenatore Willy Sagnol, portatore di quel rinnovamento che i supporters girondini attendevano da almeno 4 anni. La squadra del sud-ovest della Francia nell’ultimo turno ha però parzialmente steccato tra le mura amiche dell’Abbay-Deschamps (che tra non molto tempo verrà sostituito dal nuovo stadio di proprietà) impattando per 1-1 contro il tenace Bastia, acciuffando il pari solamente negli ultimi dieci minuti di partita. I corsi compiono quindi l’impresa di stoppare la capolista, mentre alle spalle comincia a farsi largo con prepotenza il solito Paris Saint-Germain, protagonista dell’ormai consueta partenza a rilento in Ligue 1 con due pareggi e due vittorie.

NEL SEGNO DI IBRA – Ma l’ultimo successo dei campioni in carica contro il malcapitato Saint Etienne è di quello che già fa tremare i polsi: anzitutto per il risultato, un roboante 5-0 ottenuto tra l’altro con una media tiri in porta/gol dell’85%, poi perché ottenuto contro una squadra che sta facendo molto bene nelle ultime stagioni e punta dichiaratamente a centrare un posto in Europa, ed anche perché è giunto dal suo uomo simbolo, Zlatan Ibrahimovic, che nell’immediata vigilia della gara non era al meglio tanto da risultare in dubbio. Invece Ibra gioca e segna tre gol. E’ lui per l’ennesima volta l’uomo-copertina, colui che si prende meritatamente gli applausi del “Parco dei Principi” e di tutti i tifosi del calcio. Non contento, in settimana lo svedese ha raggiunto anche il traguardo dei 50 gol realizzati nella sua Nazionale in 100 presenze, ottenendo la palma di miglior cannoniere di sempre della selezione scandinava. Ciò che manca ad Ibrahimovic è la Champions League, come tutti sanno, e quest’anno lo scorbutico campione ci proverà fino in fondo assieme ai suoi compagni.

BERBATOV NUOVA “VECCHIA” STELLA – Puntiamo le luci della ribalta però anche su un altro intramontabile bomber: Dimitar Berbatov. Il bulgaro del Monaco adesso si è assunto la responsabilità di trascinare i biancorossi il più in alto possibile ora che Radamel Falcao è andato via con destinazione Manchester United. Il progetto dei monegaschi ha subito un netto ridimensionamento per le beghe finanziarie del patron russo Rybolovlev, alle prese con un divorzio multimilionario che gli sta succhiando soldi ed energie (a giugno c’è stato anche un breve ricovero in ospedale per problemi di salute). Il parco giocatori del Monaco si è impoverito rispetto alla scorsa Ligue 1 ed è rimasto in pratica il solo Moutinho come nome più rappresentativo oltre allo stesso Berbatov, ma la compagine del Principato proverà a mantenersi comunque tra le prime cinque della classifica oltre a cercare di fare quanta più strada possibile in Champions League.

PAZZO OLYMPIQUE – Sorridono invece a pochi chilometri di distanza, dalle parti del Velodrome: il Marsiglia infatti sta cominciando a macinare gol, punti e vittorie oltre ad un gioco efficace che vede negli estrosi Thauvin, Payet ed Alessandrini i suoi alfieri. Il primo non si discute, è un talento puro dotato di corsa, tecnica, personalità e di un sinistro fatato. Il secondo non è più un ragazzino ma fin qui ha sempre pagato per la sua discontinuità, però el Loco Bielsa pare sia riuscito a fargli mettere la testa a posto. L’ultimo si trova per la prima volta in una big, ha classe e sa dire la sua anche in termini di quantità, ci si aspetta una Ligue 1 positiva da parte sua. E poi c’è Gignac in avanti, pure lui rigenerato dal focoso allenatore argentino, il quale ha avuto qualche battibecco con la dirigenza ma tutto è rientrato, ed ora l’OM è lì a 7 punti, ansioso di scalare la zona Champions.

SORPRESE E DELUSIONI – Chi sta male male è il Lione, e pure il Lille non se la passa benissimo. Assieme al Monaco sono le “malate” di questo inizio di Ligue 1: Les Gones sono stati sbattuti fuori dai preliminari di Europa League dagli sconosciuti rumeni dell’Astra mentre in campionato è giunta la sconfitta-shock sul campo della neopromossa Metz, capace di ribaltare l’1-0 a sfavore firmato Lacazette negli ultimi 5 minuti di gara. La compagine del presuntuoso presidente Aulas langue a 3 punti in Ligue 1 con una media da retrocessione nonostante solo quattro partite giocate e non ci sono segnali di miglioramento. Per il Lille un pò hanno pesato i preliminari di Champions League, dove Les Dogues hanno avuto la sfortuna di incontrare il più organizzato ed esperto Porto. Alla fine sarà solo Europa Ligue per la squadra allenata da René Girard, che non può più contare sull’uomo più rappresentativo delle ultime annate, l’ivoriano Salomon Kalou, il quale ha preferito cambiare aria accettando un triennale con l’Herta Berlino. C’è da sudare per il Lille visto che la concorrenza per la terza piazza è aumentata e ci sentiamo di dire che con questa rosa anche un quarto od un quinto posto diventano difficili da centrare. Infine c’è un drappello di squadre pronte a stupire: Lens, Lorient, Nantes e Rennes: almeno una tra queste potrà risultare la sorpresa della Ligue 1 2014/2015.

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