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Anche Micah Richards è entrato a far parte della famiglia della Fiorentina. L’ex difensore del Manchester City non ha perso tempo e in conferenza stampa ha subito affermato di essere contento della sua scelta attuale, nonostante il City avesse fatto di tutto per tenerlo in rosa.

Ecco le dichiarazioni di Richards: “Negli ultimi otto mesi non ho giocato come avrei voluto, avevo ricevuto offerta anche da altri importanti club inglesi, poi ho parlato con la Fiorentina e mi hanno spiegato il progetto; sono stato colpito e ho pensato di essere il giocatore giusto. Tempo fa ho avuto un grave infortunio, al mio ritorno Zabaleta stava giocando bene e si è conquistato il posto. Io volevo lavorare per tornare a essere titolare; il Manchester City mi ha offerto un rinnovo di 5-6 anni, ma io volevo ripartire da zero. Che tipo di giocatore sono? Ovviamente sono un difensore, la cosa più importante è saper difendere e la mia caratteristica principale è l’uno contro uno. Nell’ultima Premier che ho giocato però ho collezionato 7 assist, quindi mi piace lavorare anche sulla fase offensiva. Quali sono gli obiettivi della Fiorentina?Quando ho parlato con lo staff della Fiorentina, mi è stato detto che la squadra ha voglia di investire per costruire una formazione con molti talenti. Credo che questo si veda anche nell’atmosfera, io posso dare il mio contributo per aumentare il livello della rosa. Non mi hanno parlato di obiettivi giusti, naturalmente possiamo lottare per la Champions League. Per un giocatore è frustrante stare fuori, ma Zabaleta aveva disputato un’ottima stagione. Con Mancini spesso c’era turnover dei terzini, abbiamo vinto il campionato e anche io ho giocato bene. Cosa mi ha detto Jovetic? Ho parlato prima con Savic e poi con Jovetic e Nastasic. Mi hanno parlato bene della Fiorentina e che si vive bene in questa città. Mi hanno detto che questa squadra ha questo progetto di costruire qualcosa di molto importante, e l’ho notato quando sono arrivato parlando con i compagni di squadra. Balotelli? Eravamo buoni amici quando giocava in Inghilterra al Manchester City, conosciamo tutti il suo carattere. Credo che per lui sia stata un’ottima scelta di andare al Liverpool, giocherà con Sturridge, altro mio grande amico. I tifosi inglesi lo amano molto, dentro al campo è fortissimo. Cosa mi sta chiedendo Montella? Mi sono allenato 4-5 volte, mi ha introdotto al resto della squadra e in queste prime due settimane mi sono ambientato. Poi mi dirà cosa fare e in cosa migliorare. Un mio idolo? Mentre crescevo uno è stato Vieira, ci ho anche giocato insieme un paio d’anni ed è stato grandioso. Un grande leader, grande giocatore. Anche lui mi aveva parlato di questa possibile scelta, che sarebbe stata ottima per me. Nel mio ruolo non ho grandi idoli. Risentimento per come sono andate le cose e consigli per i giovani inglesi? Andarsene dopo 12 anni è stato molto difficile, però non ho risentimenti; è anche grazie al City se sono dove sono. Sono successe nell’ultimo anno alcune cose, ritenevo che potessi giocare di più perché avevo dimostrato cosa ero in grado di fare e di dare. Però sono contento di questa esperienza. Il City ha 22 giocatori che giocano in Nazionali, è difficile arrivarci. Io mi auguro che le squadre inglesi in generale sfruttino di più i propri settori giovanili. Come in tutte le squadre alla fine è l’allenatore che decide, e se vede giocatore che meritano alla fine li mette in campo. Potevo restare in Premier League e seguire il cammino più facile? Per me questa è un’ottima esperienza, non avrei preferito restare in casa ma volevo un’esperienza all’estero. Ho visto che questa squadra era particolarmente ambiziosa e l’anno scorso si è piazzata molto bene in campionato. Differenze dei campionati? Ho sempre visto la Serie A dall’esterno e ho sempre notato che si gioca a ritmi più bassi, ma si fa più attenzione alla tecnica, le squadre giocano in modo tattico. Questa è una cosa su cui voglio migliorare, sulla lettura tattica, sono migliorato quando mi allenava Mancini. Poi ancora non ho giocato, quindi potrei rispondere meglio fra sei mesi. In quale modulo preferisco giocare? Non vedo l’ora di giocare con Cuadrado. A me piace sia giocare a 3 che a destra in una linea a 4; poi mi adatterò a quello che chiederà il mister. La Nazionale? Sono stato convocato quando giocavo regolarmente, quindi spero di poter dimostrare il mio livello di poter tornare in Nazionale. Se posso giocare domenica contro il Genoa? In realtà ho giocato solo 15 minuti col Manchester City in Community Shield, forse ho bisogno di ancora un po’ di tempo“.

 

Claudio Agave

https://twitter.com/ClAgaTVOV

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