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Juventus-Udinese non può rappresentare soltanto un’abituale partita di calcio del campionato di Serie A. E’ una sorta di classica degli ultimi anni tra due squadre che hanno sempre offerto spettacolo nei confronti diretti. Al di là del campo, però, questo match rappresenta un ottimo esempio di collaborazioni (più o meno riuscite) a livello di calciomercato, con relativo connubio di storie e avventure, tra happy ending e finali drammatici.

Ciò che balza immediatamente all’occhio risulta essere la spettacolare concretezza del Patron Pozzo nel finalizzare al meglio ogni cessione al club juventino (e non solo, Napoli docet e ne parleremo) in termini economici: l’Udinese è così diventata, negli ultimi anni, una vera e proprio Regina delle Plusvalenze abilissima nel cedere giocatori a prezzi altissimi (e, forse in alcuni casi, molto lontani dalla veridicità del valore del particolare calciatore) dopo averli comprati a prezzi stracciati. Sono svariati e numerosi i casi da citare in tal senso.

Proprio quest’anno si è concretizzato il passaggio alla Juventus di Roberto Pereyra: l’Udinese, che lo aveva acquistato dal River Plate per 1,2 milioni, lo ha riveduto alla Vecchia Signora per un totale di 14 milioni qualora la Juventus decidesse di riscattarlo a fine anno (è in prestito a 1,5). Questi 14 milioni potrebbero anche diventare 15,5 in caso di raggiungimento di determinati obiettivi personali del giocatore entro il 2020. Altro caso eclatante quello di Mauricio Isla: il terzino cileno, attualmente al QPR, fu infatti prelevato dal CDUC per soli 525.000 euro. Dopo 5 stagioni ad alto livello, Isla fu ceduto alla Juventus per quasi 10 milioni di euro (9,4), non riuscendo però a replicare i risultati precedentemente ottenuti in Friuli e palesandosi come una delle più cocenti delusioni di mercato tra i Campioni d’Italia negli ultimi anni.

Altra operazione che i Pozzo chiusero con la Juventus fu quella riguardate l’ex bomber Vincenzo Iaquinta. Il ragazzo fu portato in Friuli dopo averlo prelevato dal Castel Di Sangro: in sette stagioni, Iaquinta segnerà 69 reti in 205 presenze. Da giocatore dell’Udinese vinse anche il Mondiale del 2006. La Juventus se ne interessa e lo acquista per la cifra di 11,3 milioni di euro. Dopo le prime due stagioni su buonissimi livelli, Iaquinta si perde clamorosamente. E i numeri sono, ovviamente, inferiori rispetto alla sua esperienza precedente: sono 40 le reti segnate in 108, di cui la maggior parte realizzate appunto nelle prime due stagioni. Iaquinta, attualmente ormai ritirato, finirà anche fuori rosa negli anni successivi. Continuiamo con Simone Pepe: l’Udinese lo prelevò alle buste dal Palermo e dal 2007 al 2010 ne fece a sorpresa un titolare inamovibile. La Juventus lo acquistò in prestito per poi riscattarlo a 7,5 milioni di euro. Il calciatore è sempre stato tormentato da infortuni continui dal suo trasferimento a Torino, di conseguenza la Juventus non ha mai potuto beneficiare fino in fondo del suo acquisto. Ben altra levatura ha avuto l’acquisizione di Kwadwo Asamoah: L‘Udinese dimostra di nuovo occhio lungo prelevandolo dal Bellinzona per un solo milione di euro per poi rivenderlo alla Juventus a 9. Imprescindibile negli schemi di Conte, Asamoah battaglierà quest’anno con l’esperto Evra per mantenere il posto da titolare anche con Allegri. Conteggiando soltanto le operazioni di mercato appena citate, l’Udinese ha guadagnato in totale dalla Juventus ben 38,7 milioni di euro (escludendo ovviamente i soldi eventuali del riscatto di Pereyra, che farebbero innalzare la cifra sopra i 40 milioni.

Ci sono stati però anche un paio di calciatori che hanno svolto il percorso opposto. Ad esempio Morgan De Sanctis fu oggetto di un trasferimento tra Juventus e Udinese, stavolta però a parti invertite: l’attuale portiere della Roma fu acquistato 20enne nel 1997 dalla Juve. Pagato 1,7 miliardi di lire, non giocò quasi mai (era il terzo portiere dopo Peruzzi e Rampulla) e venne così ceduto all’Udinese, squadra con la quale si affermò giocando 6 anni. Decisamente romantico anche il percorso di Franco Causio: la Juventus lo cedette dopo 11 stagioni ricche di soddisfazioni (6 Scudetti, 1 Coppa Italia e 1 Coppa Uefa) all’Udinese. Con l’altra maglia bianconera Causio ritrovò la Nazionale perduta riuscendo anche a vincere il Mondiale del 1982, guarda caso con la stessa maglia che poi indosserà Iaquinta nel 2006 (la 15). Causio passò dunque alla storia per essere il primo giocatore dell’Udinese vincitore di una Coppa del Mondo.

 

Claudio Agave

https://twitter.com/ClAgaTVOV

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