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“Ti amo, ti amo campionato, perché sei tornato!”. Così si può, e si deve, aprire il cappuccino giornaliero di Maidirecalcio, con chiaro rimando a Elio e le storie tese, quest’oggi dedicato al gradito riaffacciarsi della Serie A agli appassionati del belpaese. Una Serie A già viva a fronte del fatto di trovarsi davanti alla seconda uscita stagionale, una Serie A che significa 10 partite in meno di 48 ore, conteggiando gli anticipi di oggi (Empoli-Roma e Juventus-Udinese) e il posticipo di lunedì (Verona-Palermo).

SERIE A LIBERATRICE Dopo circa tre mesi di trattative, con il lieto intermezzo del Mondiale, l’estate è scivolata via ne troppo calda ne troppo velocemente, il calciomercato l’ha “scudisciata bene bene” fino all’inizio di settembre, all’inizio della nuova stagione. Siamo a due settimane fa, tutti pronti e lesti davanti alla televisione o attaccati allo smartphone o più comunemente ad una radio qualunque, primi novanta minuti di gioco, interviste, conferenze stampa e processo, poi il nulla, per altre due settimane stop ai campionati per la pausa nazionali che, alla luce dei recenti cambiamenti e del periodo dell’anno, si può paragonare davvero ai test universitari che in molti hanno sostenuto questi giorni. Diciamocelo chiaramente: Chi l’ha imposta questo stop per le amichevoli e l’inizio della fasi di qualificazione a Francia 2016? Cioè più che altro chi ce lo fa fare? Noi italiani che siamo amanti del concetto di “fame compulsiva” non potevamo che vivere la situazione peggio di chiunque altro. Chi di voi non conosce infatti una persona tremendamente triste per aver assaggiato il “giardino dell’Eden” per soli 90 minuti, salvo doverli aspettare 17280 (due settimane) per rivedere le squadre di nuovo sul manto erboso. Nel paese del fantacalcio poi è lutto vero: ci sono fior fior di fantallenatori che aspettano Cuadrado da tempi remoti, e dopo aver scoperto della pausa della Nazionali, e che il colombiano è out per squalifica alla prima, ripensa al suo sacchettino di fantamilioni e si ingrigisce; stessa cosa per chi vuole Mertens dal primo minuto, attesa che si congela esattamente per una decina di giorni, niente di più.

SERIE A STATUS QUO E’ uno status quo la Serie A, ci sono squadre, tifosi e comportamenti che possono sussistere solo in questo nostro paese, l’informazione che gli sta intorno non è da meno e con il latitare degli eventi tendono ad aprirsi voragini, sempre che non si abbia una buona fantasia. Ecco allora che tutti, ma proprio tutti rivogliono la Serie A più di ogni altra cosa, almeno per lo share del paese, le televisioni, i critici, le emittenti, gli stessi giornalisti sportivi che, privati dei dati reali finirebbero per “arrovellarsi” il cervello in calcoli, disamine, considerazioni, alle volte mirabolanti salti nel futuro con la vana speranza che qualcosa si realizzi. Insomma ci è mancata tanto questa Serie A, soprattutto dopo la pausa delle nazionali, proprio a fronte di quanto visto nella prima giornata, le domande erano, anzi sono, molto importanti e interessanti quali: il Milan, la vittoria con la Lazio è l’inizio della rinascita o un fuoco fatuo temporaneo? La Fiorentina riuscirà a rialzarsi subito dalla brutta sconfitta patita a Roma? La Juventus ha trovato in Coman il nuovo Pogba? Soprattutto la Roma riuscirà a mantenere le promesse? Il Napoli si è scrollato di dosso l’eliminazione in Champions League? Insomma per rispondere a tutti questi interrogativi bisogna attendere l’inizio dello spettacolo, e l’aperitivo e l’ora giusta per cominciare, non ci resta che sintonizzarci tutti alle 18:00 di oggi, Empoli-Roma “The Show must go on”.

Stefano Mastini
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