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Oggi su La Gazzetta dello Sport esce un bellissimo articolo che delucida i tifosi sulle prossime mosse messe in programma da Carlo Tavecchio. Il nuovo presidente della FIGC ha infatti deciso di passare dal silenzio iniziale post nomina, evidentemente deciso l’indomani le brutte figure “verbali” fatte a destra e manca. Dopo aver nominato Michele Uva, già nel giro della pallavolo e del basket nostrano, come nuovo direttore generale e posizionato il fidatissimo Claudio Lotito, sempre più appariscente, e presente, sugli schermi televisivi, è arrivato il momento di iniziare a fare come dallo stesso Tavecchio ribadito “Apriamo la stagione con una nuova governance federale, una nuova stagione delle riforme, della modernizzazione della Federazione e dell’organizzazione federale con criteri moderni e sburocratizzati. Abbiamo la necessità di rendere la federazione più vicina a chi ne fruisce”.

TAVECCHIO E LE RIFORME Saranno principalmente indirizzate verso tre settori: Rose e vivai, Campionati e Multiproprietà. L’idea sostanziale è la semplificazione, cercando quindi di far dimagrire la “macchina calcistica” nostrana al fine di renderla più facile da controllare, con meno sprechi, buttando un occhio alla competitività. Standing ovation. Del resto era tutto quello che in molti si attendevano, apriamo allora il pacchetto delle riforme e vediamo più nel dettaglio cosa ci potrebbe aspettare. Per le Rose e vivai si è sbilanciato Lotito “Fin dalla prossima stagione avremo rose da 25 giocatori, ma le società che ne hanno di più avranno del tempo per adeguarsi. Un po’ come abbiamo fatto quest’anno per le comproprietà” e verranno prese in considerazione solo e soltanto le squadre che rispetteranno il fair play finanziario. Tavecchio pone il suo placet e aggiunge “Nel prossimo Consiglio (presumibilmente tra un mese, ndr) stabiliremo quale riforme potranno essere fatte subito, quali dovranno aspettare un’ampia condivisione”.

Al via poi la Riforma dei campionati che viene illustrata dal presidente della FIGC con queste parole La riforma dei campionati è la madre di tutte le battaglie. È inutile che ci giriamo intorno da anni e non concretizziamo. La riduzione delle squadre professionistiche sta nei fatti. Così le risorse potrebbero essere meglio redistribuite, è inutile nascondere che non siamo in una situazione florida. Questo è un tema dominante: una Serie A, una Serie B, e una Lega Pro rivisitata”. Il taglio, se ci sarà, sarà imponente, per la Serie A si parla di olo due squadre, ma l’effetto moltiplicatorio lo si vede a partire dalla Lega Pro, lì a rischiare il posto sono addirittura 20 società. Non è affatto un caso che il presidente Mario Macalli si sia detto quanto meno “dubbioso” riguardo la fattibilità di tale progetto/punto.

TAVECCHIO, LE DONNE, LE MULTIPROPRIETA’ Finale sulle multiproprietà, Lotito ha cercato di mettere lo zampino anche lì Sulle multiproprietà c’è disinformazione. Danno la possibilità di far coesistere la valorizzazione dei giovani, l’aumento dei ricavi e la tutela sociale del territorio mentre le seconde squadre porterebbero a un raddoppio dei costi e a una sperequazione territoriale” Sempre il solito Macalli a far da contraltare al presidente della Lazio, chiara ormai la non grande “simpatia ideologica” tra i due “Bisogna poi vedere al momento delle assemblee i presidenti dove dovranno votare e soprattutto come verrà stabilita la ripartizione dei contributi” Meno male che arriva proprio Tavecchio a dare l’ultima “sferzata” al tutto, e in questo caso, Deus gratia, sembrano essere tutti d’accordo: calcio femminile implementato. Ecco le sue linee guida “Abbiamo in mente un campionato di dodici squadre associate a club professionistici, ho già avuto l’adesione da parte di diverse società (Lazio, Fiorentina e Bari). Questa è l’unica possibilità per recuperare il mondo delle donne, che va valorizzato e incentivato.

 

Stefano Mastini
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