SHARE

higuain-473x264

Higuain, Callejon e Albiol danno un volto alla “crisi” azzurra

Uno scatto in bianco e nero, senza sorrisi, col volto segnato dalla stanchezza, dalla delusione. I colori vivaci dello scorso anno, i sorrisi dispensati prima, durante e dopo la partita, hanno lasciato il posto all’apatia. Ah, maledetto mercato ah, maledetta Champions. Loro, punte di diamante nella passata stagione, fiori all’occhiello di una campagna acquisti roboante, si sono forse sentiti traditi dagli annunci del Presidente, dallo scudetto sbandierato ma mai realmente inseguito. E così, gli “spagnoli” (con dentro Higuain) hanno alzato bandiera bianca, non sono più gli stessi, si limitano al compitino che evidentemente non può bastare per battere il modesto Chievo. Da dove ricominciare? Va bene la delusione, lo sconforto, le promesse disattese, ma c’è ancora una stagione da vivere. Non si può accantonare tutto, privilegiando gli interessi personali e non di squadra. Poi a giugno se ne riparlerà con calma, i calciatori esigeranno chiarimenti e si deciderà il da farsi. A giugno, appunto, ora però sarebbe il caso di impegnarsi, di tornare a fare la differenza. Si, perché loro possono, se vogliono, dunque devono.

L’ultima cartolina spedita dal San Paolo, ha lasciato in eredità una delle peggiori prestazioni degli ex Real che hanno contribuito in maniera decisiva alla clamorosa sconfitta. In occasione del gol realizzato da Maxi Lopez, Albiol si è fatto cogliere di sorpresa: troppo pigro nel  rientro, quasi svogliato, tanto da costringere Koulibaly alla diagonale della disperazione, rivelatasi poi inutile. L’errore tecnico può starci, tutti possono incappare in un episodio negativo, ma il pressapochismo, a questi livelli, non può essere tollerato. Recidivo “el chori”, largamente insufficiente anche al San Mames. Ha perso brillantezza già da un po’, non è più quello di una volta, il calciatore che lo scorso anno riusciva a garantire una certa sicurezza al reparto. E ora, il Napoli, si ritrova con un centrale appannato e con un Koulibaly ancora acerbo, immaturo per recitare da attore principale. Gli addii di Reina e Fernandez   hanno fatto il resto, indebolendo di fatto l’intero reparto, che andava invece rinforzato ad ogni costo, considerando i numeri dello scorso anno. Contraddizioni, scelte cervellotiche ma tant’è.

Del “vecchio” Callejon, invece, resta solo l’acconciatura anni trenta. Se n’è accorto anche Benitez, costretto a sostituirlo in due delle ultime tre partite. Non era mai accaduto. Si sarà stancato di dialogare con Maggio, che spesso non riesce ad assecondarlo? La battuta, in realtà, nasconde un problema più grande. Il calciatore, forse, avrebbe preferito accettare la proposta dell’Atletico Madrid. Il no secco del Napoli, in estate,  chiuse ogni discorso, sulla carta. Già perché sul campo, ad oggi, il calciatore non esiste più, si è lentamente spento. Altro che Brian di Nazareth, servirà la parabola di Lazzaro per ritrovare l’atleta di un tempo.

Chiude il cerchio Higuain: nervoso, irritato. Il pipita sbuffa, e non segna. Sbaglia il suo primo rigore azzurro e qualcosa vorrà pur dire. Non è in discussione, ci mancherebbe, ma non è bello vederlo trotterellare per il campo, come se fosse un giocatore qualunque. Resta un fenomeno ma così, spiace dirlo, non serve. Deve ritrovarsi, insieme a tutti gli altri. E allora via quegli sguardi tristi, può bastare una vittoria per dipingere un sorriso.

di Dario Marotta

Scritto per PianetaNapoli.it

SHARE