SHARE

graziano pellè

L’emigrazione è il fenomeno sociale che porta un singolo individuo o un gruppo di persone a spostarsi dal proprio luogo originario verso un altro luogo. Tale fenomeno può essere legato a cause ambientali, economiche e sociali, spesso tra loro intrecciate (Wikipedia). Il popolo italiano ha sempre interpretato al meglio la definizione di emigrazione, infatti al giorno d’oggi è praticamente scontato trovare dei nostri connazionali in territorio straniero. Negli ultimi anni però il fenomeno si è allargato rapidamente toccando anche il mondo del calcio. Solo una decina d’anni fa sembrava difficile per i giocatori italiani lasciare la Serie A e il campionato più importante al mondo, ma il tempo ha mutato tante cose. Il nostro campionato è andato via via perdendo di qualità e ricchezza economica favorendo l’emigrazione dei talenti nostrani verso nuovi lidi, più importanti o con possibilità di maggiori guadagni rispetto a Serie A, Serie B e Lega Pro. Il fenomeno negli ultimi anni si è esteso a macchia d’olio, creando delle vere e proprie colonie di calciatori italiani all’estero.

Ecco l’andamento dei connazionali più famosi:

PELLE’ – Partiamo dal bomber del momento, Graziano Pellè: poca fortuna in Italia con le maglie di Lecce, Parma e Samp su tutte, ma tanta raccolta oltre confine. In Olanda si è consacrato al Feyenoord, collezionando ben 55 gol in 66 presenze nelle ultime due stagioni, pur non ricevendo la giusta considerazione da Prandelli prima e Conte poi. Quest’anno il momento del grande salto in Premier League sponda Southampton. Pellè ha subito preso confidenza con il calcio inglese, siglando la prima rete già all’esordio assoluto in campionato il 30 agosto contro il West Ham, prima di ripetersi qualche tempo dopo in League Cup contro il Millwall. In questo weekend è infine arrivata l’esplosione del bomber leccese, che ha contribuito grazie alla prima doppietta in Inghilterra al successo per 4-0 dei ‘Saints’ contro il malcapitato Newcastle.

SIRIGU E VERRATTI – La coppia parigina viaggia ormai a braccetto da due anni, con il primo a collezionare parate da campione ed il secondo che prima con Ancelotti e poi con Blanc ha completato il suo percorso di maturazione. Nell’ultimo turno il PSG ha praticamente sprecato 2 punti, dominando nel primo tempo grazie anche alle giocate del regista abruzzese che ha deliziato la platea con i suoi lanci millimetrici, prima di essere riacciuffati dal Rennes nella ripresa. Il portiere ex Palermo, è invece risultato decisivo nel finale evitando la clamorosa beffa grazie ad una parata delle sue sulla rasoiata di Ntep.

BALOTELLI – Ottimo il secondo esordio di ‘Super Mario’ in terra inglese due settimane fa contro il Tottenham: tanta corsa, dedizione e zero lamentele, insomma un gran biglietto da visita. Diversa la situazione alla seconda con il Liverpool nell’esordio ad Anfield, dove i ‘reds’ sono caduti 0-1 contro l’Aston Villa. Mario è apparso decisamente apatico, troppo lontano dalla porta e dal vivo del gioco, non risultando praticamente mai pericoloso, guadagnandosi così la sostituzione a 20 minuti dal termine e la prima bocciatura in maglia Liverpool.

BORINI – L’attaccante ex Roma, ha vissuto un estate da separato in casa, con la voglia di cambiare aria, magari tornando proprio in Italia. Così non è stato, Borini è rimasto a Liverpool, dove peraltro non ha mai brillato troppo. Ha fatto il suo esordio in questo weekend entrando a 20 minuti dal termine nella sconfitta contro l’Aston Villa.

CRISTANTE – Il giovane Bryan è nato e cresciuto nella ‘cantera’ del Milan, ma a causa del suo trasferimento nell’ultimo giorno di mercato al Benfica, non sarà il ‘Bel Paese’ ad ammirarne le giocate. Il centrocampista classe 1995 ha esordito nell’ultima di campionato dei portoghesi contro il Vitoria Setubal nella vittoria per 5-0 degli uomini di Jesus, entrando solo a 17 minuti dal termine da centrale di centrocampo del 4-1-3-2 davanti alla difesa. Troppo poco per mostrare il suo talento, che verrà sicuramente valorizzato nell’arco della stagione, anche se dovrà scalare al più presto le gerarchie del tecnico portoghese.

CRISCITO – Domenico Criscito è stato uno dei primi emigranti moderni, infatti già nel 2011 il terzino sinistro ex Genoa e Juventus, lasciò l’Italia per andare a vincere il campionato russo tra le fila dello Zenit S. Pietroburgo. Il ragazzo di Cercola in Russia ha trovato ben presto la sua dimensione, diventando un titolare inamovibile prima con Spalletti e poi con Villas-Boas. In Russia il campionato è già alla settima giornata e lo Zenit di Criscito ha collezionato solo vittorie, delle quali l’ultima sabato in casa nel pirotecnico 3-2 contro la Dinamo Mosca, dove l’ex genoano ha giocato 90 minuti. In quest’avvio di stagione Criscito ha peraltro già messo insieme due gol in campionato.

SANTON – Lanciato ad alti livelli da Jose Mourinho, dopo il ‘triplete’ ha lasciato l’Inter e l’Italia a soli vent’anni per lanciarsi nell’avventura inglese con il Newcastle. Tre anni ad alti livelli fino ad oggi, che non gli sono valsi le attenzioni di Prandelli. Avvio di stagione però molto complicato da un infortunio che gli ha impedito di esordire in campionato, favorendo l’inserimento da titolare di Janmaat, che il terzino italiano dovrà scalzare a suon di prestazioni.

IMMOBILE – Ciro Immobile lo scorso anno ha incantato Torino, a suon di gol trascinando, insieme a Cerci, i granata in Europa League, ottenendo il titolo di capocannoniere del torneo con 22 gol e conquistando con merito la convocazione di Prandelli per il Mondiale. Sembrava che la Serie A avesse trovato il suo bomber principe, ma non è stato così, infatti a fine campionato il centravanti napoletano ha fatto i bagagli in direzione Dortmund per esplodere definitivamente alla corte di Jurgen Klopp. L’inizio però, non è dei migliori, infatti dopo l’esordio vincente dei giallo neri contro il Bayern in supercoppa, l’avventura di Immobile comincia a somigliare sempre più ad un calvario. Tanta panchina in questo avvio di stagione e solamente due presenze delle quali l’ultima da subentrante sabato nella vittoria contro il Friburgo a risultato già quasi acquisito.

PIOVACCARI – Federico Piovaccari, attaccante classe 1984, ha passato gran parte della sua carriera tra le leghe minori italiane, in particolare in Serie B, dove con la maglia del Cittadella nel 2010/11 ha collezionato ben 23 reti in 39 presenze in campionato. Nel 2013 arriva la svolta della carriera del calciatore di Gallarate: il bomber lascia l’Italia per cercare fortuna in Romania con la maglia della Steaua Bucarest. In Romania la fortuna Piovaccari la trova, infatti terminerà la stagione vincendo il titolo rumeno, e mettendo a segno 16 reti in 43 presenze complessive in stagione, mettendosi in evidenza in Champions League dove ha firmato il tabellino ben 4 volte. Quest’estate ha lasciato Bucarest in direzione Spagna, dove con l’Eibar affronta il suo primo campionato di Liga esordendo nel recupero della prima vittoriosa giornata contro la Real Sociedad.

CERCI – Anche lui come Immobile si è messo in luce nella scorsa annata con il Torino, attirando l’attenzione dei campioni di Spagna dell’Atletico Madrid che nelle ultime ore di mercato si sono assicurati le sue prestazioni. L’esterno italiano, essendo giunto solamente il 1 settembre alla corte di Simeone, non ha ancora esordito, ma è stato convocato per il derby vinto dai biancorossi contro il Real Madrid nell’ultimo turno.

DONATI – Terzino destro scuola Inter, in Italia si è fatto conoscere quasi esclusivamente in Serie B, eccezion fatta per una parentesi al Lecce in A. Giulio Donati non ha perso tempo e nel 2013 ha lasciato l’Italia, dopo un buon europeo under 21, per approdare al Bayer Leverkusen, con il quale conquista un quarto posto in campionato che vale la qualificazione Champions. Il terzino ex Inter ha terminato la stagione con 33 presenze totali, 6 delle quali in Champions League. La nuova stagione è iniziata in tono leggermente minore, causa esplosione di Tim Jedvaj che gli ha sottratto minuti. Nell’ultimo pirotecnico pareggio per 3-3 ottenuto contro il Werder Brema, Donati ha osservato i compagni dalla panchina per tutti i 90 minuti.

CALDIROLA – Così come per Donati, anche per Luca Caldirola è arrivato lo scorso anno il trasferimento in Germania, precisamente al Werder Brema. Stagione positiva per il difensore italiano che ha chiuso con 28 presenze la stagione in Bundesliga. Per il momento anche l’avventura del centrale classe 1991, in Germania, sembra aver subito un rallentamento, infatti, dopo la prima giornata in cui ha giocato 90 minuti contro l’Hertha Berlino, Caldirola non ha messo più piede in campo, ammirando i compagni anche venerdì nel pareggio conto il Leverkusen di Donati.

RAGGI – Andrea Raggi, difensore classe 1984, ha vissuto una carriera onesta, prevalentemente in Serie A, senza mai avere dei grandissimi picchi di talento, ma da due anni a questa parte gioca nel Monaco degli sceicchi, che solamente qualche mese fa sembrava poter contrastare il PSG in questo campionato, prima del mercato di sole cessioni di questa estate. L’anno scorso l’ex difensore dell’Empoli ha chiuso la stagione in Ligue 1 con 25 presenze condite da 1 gol. La nuova stagione è ripartita tra gli stenti dei monegaschi che nelle prime 5 di campionato hanno ottenuto solamente 4 punti. Nell’anticipo del venerdì il Monaco è caduto a Lione con il punteggio di 2-1 e Raggi ha giocato tutti i 90 minuti, offrendo una prestazione non all’altezza, così come i compagni di squadra.

DIAMANTI E GILARDINO – Chiusura per gli emigranti geograficamente più lontani. Approdati entrambi in Cina al Guanghzou di Lippi per esportare calcio in un Paese povero in questo senso. Diamanti ha aperto la strada, lasciando l’Italia e il Bologna in grossi guai, già a gennaio, per tuffarsi nell’avventura cinese, dove nella scorso scorcio di stagione ha messo a segno 7 reti tra campionato e Champions League asiatica. Gilardino invece, ha raggiunto il compagno solamente in estate, siglando il primo gol già il 3 agosto contro il Changchun Yatai. Nell’ultima vittoriosa giornata i due italiani hanno fatto staffetta al minuto 71 sul punteggio di 2-0 per gli uomini di Lippi.

LA FAVOLA DI ALCIBIADE – Nota curiosa, la prestazione molto positiva nell’ultimo turno del campionato ungherese con la maglia dell’Honved del meno noto Raffaele Alcibiade. Il difensore classe 1990 è scuola Juventus e ha lasciato l’Italia nel 2013 dopo alcune parentesi poco positive nelle leghe minori italiane. Nell’ultima gara giocata contro l’Haladas di Tommaso Rocchi, altra vecchia conoscenza della nostra Serie A, ha sfoderato una prestazione di altissimo livello annullando il bomber veneziano, costringendo l’allenatore dell’Haladas a sostituirlo per correre ai ripari.

SHARE