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La scuola olandese dell’Ajax è di certo tra le più prolifiche dell’intero panorama internazionale e, inevitabilmente, può capitare ai lancieri di ritrovarsi prima o poi contro alcuni dei tanti talenti sfornati e poi rivenduti per fior fior di milioni. Il caso, però, ha voluto accanirsi più che mai contro la squadra di De Boer in occasione dei sorteggi per la Champions League 2014-2015, facendo capitare nel girone dell’Ajax squadre con alcuni dei più forti fenomeni “Made in Amsterdam”. Già ci sono evidenti motivi per temere Barcellona e PSG, ancor di più se le maggiori minacce provengono da un “figliol prodigo”.

Prime giocate e primi…morsi- Il Barca dei fenomeni ha puntellato quest’estate il suo attacco con una “spesuccia da niente” di appena 88 milioni, assicurandosi le prestazioni del bomber uruguayano Luis Suarez, ad oggi forse il migliore centravanti in circolazione. Se oggi Luis Enrique può coccolarsi il suo fenomeno deve come minimo un enorme grazie proprio all’Ajax, prima squadra dove Suarez ha iniziato a farsi notare per le favolose giocare ed i famelici morsi. Acquistato dai lancieri 7.5 milioni dal Groningen nel 2007, l’uruguayano ha dapprima dovuto coesistere con il “cacciatore” Huntelaar, per poi prendere possesso della scena fino al 2011, anno della sua cessione al Liverpool. Chi non ricorda gli anni passati  ad imperversare nelle difese olandesi con il suo fido scudiero El Hamdaoui? Ben 81 i gol realizzati con la magia dell’Ajax, ed anche il suo primo morso, al giocatore del PSV Bakkal. Soltanto dopo sono arrivati quelli ad Ivanovic e Chiellini, ma si può dire che la squadra di Amsterdam l’abbia lanciato anche in questa sua peculiarissima abilità. Alla fine le sirene del Liverpool e 26,5 milioni di euro riuscirono a portare via dall’Olanda l’attaccante che adesso si ritroverà davanti le maglia bianco rosse della squadra che per prima ha visto maturare il suo talento. Percorso simile a quello di Suarez anche per un altro giocatore acquistato durante il mercato estivo dalla squadra spagnola: Thomas Vermaelen ha il biancorosso dell’Ajax stampato sulla pelle sin dal lontano 2003, anno in cui ha debuttato all’età di 18 anni. Un anno in prestito e poi il ritorno a casa, titolare al centro della difesa fino al 2009. Dopo appena sei mesi da capitano dei lancieri, cede anche lui ai richiami della Premier trasferendosi all’Arsenal, per poi approdare quest’estate al Barcellona. In totale per lui 99 presenze e otto reti con i lancieri ed anche a lui toccherà l’amaro ritorno all’Amsterdam Arena da avversario. Fischi o applausi? Questo sarà tutto da vedere.

L’ascesa al potere di “King Zlatan”- Dopo aver ricordato gli ex lancieri del Barca, superiamo i Pirenei e spostiamoci nella capitale della Francia. “Ici c’est Paris” recita uno dei principali slogan dei tifosi del PSG, ma osservando quanto avvenuto negli ultimi anni farebbero meglio a dire “Ici c’est Zlatan”.  Ibrahimovic è di sicuro l’arma in più dei francesi, principale protagonista della vittoria in campionato e delle ottime prestazioni in Champions League. Zlatan è tra i migliori al mondo ed ha fatto le fortune di moltissime squadre, ma  è proprio all’Ajax che ha iniziato a farsi conoscere nel calcio che conta. Acquistato dal Malmo per 7,8 milioni di euro (mai spesa migliore per la società olandese) Zlatan ha giocato ben tre stagioni (incredibile ma vero) in maglia biancorossa, segnando 46 gol tra competizioni nazionali ed internazionali. La voglia di cambiare era però già allora nelle corde dello svedese e per la cifra di 16 milioni la Juventus lo acquistò nell’anno del primo dei suoi scudetti poi revocati. Tante vittorie, tanti gol, tante squadre ma alla fine il destino di Zlatan passa ancora per Amsterdam, con gran dispiacere dei tifosi olandesi. Parigi è però meta di altri ex Ajax, che uniti ad Ibra rendono questo match ancor di più un “affare di famiglia”. Deve molto all’Ajax anche il terzino Maxwell, approdato ad Amsterdam a soli 20 anni e rimasto in biancorosso per quattro anni e mezzo. Tanti anni da titolare e anche diverse presenze in Europa prima di un bruttissimo infortunio che mette a rischio il suo futuro: la squadra e la società gli saranno però sempre vicini fino alla sua cessione all’Inter (via Empoli) nel 2006. Adesso anche lui ha la maglia “bleu” del PSG così come Gregory Van Der Wiel, cresciuto nell’Ajax e legato al club sin dal 1996. Escludendo i tre anni di parentesi al Haarlem (squadra partner dell’Ajax) è rimasto in biancorosso fino al 2012 giocando più di 130 partite con i lancieri e guadagnandosi il posto in nazionale. Le ottime prestazioni fanno drizzare le orecchie allo sceicco del PSG che individua in lui il nuovo rinforzo per la fascia destra e gli olandesi non possono dire di no ai sei milioni dei francesi. Un brutto infortunio, l’eccessiva concorrenza e qualche problema di ambientamento gli fanno perdere titolarità e nazionale ma adesso il ritorno in patria potrebbe essere una nuova occasione per dimostrare che il premio di “Talento dell’anno” vinto nel 2009 non era solo frutto del caso.

Cinque giocatori che hanno segnato una fase storica dell’Ajax tutti disseminati tra Barcellona e PSG, avversari nel girone di Champions. Davvero una disdetta per il club olandese, in un certo senso responsabile del loro lancio nel calcio che conta e adesso possibile vittima del loro talento. La speranza di De Boer è che i giocatori possano ricordarsi della loro vecchia casa, facendo qualche sconto in memoria dei vecchi tempi. In caso contrario, il tecnico dei lancieri è pronto a lanciare un epiteto ormai tristemente famoso: Quoque tu Luis, Quoque tu Zlatan…” un tempo figli ma adesso possibili carnefici. 

 

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