SHARE
La prima pagina di "Marca" il giorno dopo El Tamudazo
La prima pagina di “Marca” il giorno dopo El Tamudazo

Vivere all’ombra di una squadra come il Barcelona richiede una dose di pazienza oltre i limiti umani conosciuti. Lo sanno bene i tifosi dell’Espanyol che da sempre devono convivere con le vittorie e i trionfi in campo europeo ed internazionale dei loro odiati cugini. I Periquitos, dal quale proviene David Lopez ultimo acquisto del Napoli in ordine di tempo, si caratterizzano per un’appartenenza viscerale per la propria squadra, un sentimento che da sempre spinge i tifosi ma che conquista anche i giocatori che vestono i colori dell’Espanyol. Del resto giocare e tifare nella stessa città della strapotenza Barcelona rappresenta La força d’un sentiment come recita il loro motto. In queste condizioni non resta che attendere, sperare, pregare, continuare a vivere quel sentimento e avere fiducia perché prima o poi una battaglia si vince e quando accade segna per sempre il corso della storia.

E’ la stagione 2006/2007 e il Barcelona di Rijkaard, campione d’Europa in carica, si gioca il titolo spagnolo con l’acerrima rivale Real Madrid (entrambe a 72 punti) e la sorpresa Siviglia che nelle ultime giornate perde contatto con le altre due. Nella penultima giornata il Real di Capello affronta il Saragozza e pareggia all’89’ con uno dei tanti gol dell’attaccante olandese Ruud Van Nistelrooy. I Blancos salgono a 73 punti. Al Camp Nou va in scena il derby: Barcelona-Espanyol. I figli di un Dio minore contro la corazzata blaugrana guidata, già allora, da Lionel Messi. Ed è proprio la Pulga argentina a realizzare il gol del vantaggio, irregolare, ma convalidato dalla terna arbitrale.

Sembra un copione già scritto. I cugini sfigati inermi davanti allo strapotere economico, tecnico e mediatico del Barcelona, dell’orgoglio catalano, del “més que un club”, sono attori non protagonisti dell’ennesimo trionfo a tinte blaugrana. Ma il calcio regala storie, emozioni, sensazioni che trasformano questo sport in un vero e proprio romanzo epico senza fine. E l’ennesimo capitolo si scrive quella sera grazie a Raul Tamudo.

Tamudo è una delle bandiere dell’Espanyol e negli anni è diventato un vero e proprio eroe per i tifosi grazie alle innumerevoli imprese firmate accanto a Ivan De La Pena, altra bandiera ed ex centrocampista di Valencia e Lazio. Nella storia del calcio spagnolo quel derby verrà ricordato per sempre con il nome di “Tamudazo”, la beffa costruita dall’Espanyol e realizzata da Tamudo nei confronti dei cugini del Barcelona. Avviene tutto all’89’, proprio mentre Van Nistelrooy agguanta il pareggio per il Real: sul 2 a 1 per i blaugrana, ecco una palla tagliata dalla destra, Tamudo elude il fuorigioco e con un delizioso tocco brucia il portiere in uscita.I Pericos esplodono in una gioia attesa da anni, i madridisti, al primo posto per la miglior differenza reti, soffieranno il titolo nazionale al Barcelona e l’Espanyol, l’unica squadra di una grande realtà europea a non poter vantare neanche un titolo di campionato, si regala una notte da leoni.

Inoltre Tamudo, grazie alla doppietta realizzata in quel match, superò Rafael Marañón diventando il più grande goleador di tutti i tempi della seconda squadra di Barcellona; ma appare tutto riduttivo se con un tuo gol, vestendo la fascia da capitano, privi gli acerrimi rivali di un titolo. La força d’un sentiment che continua a pulsare nelle vene dei tifosi dell’Espanyol.