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lotito agnelli

Il famoso documento a firma Agnelli-Lotito che i due hanno stilato in pochi giorni nello scorso mese di luglio prima dell’elezione del nuovo presidente FIGC presentava numerosi punti dai quali far ripartire il calcio italiano. La carta è finita ora nelle fauci della stampa che l’ha analizzata lettera per lettera, parola per parola, notando in non pochi casi cancellazioni e riscritture che testimoniano l’elevato livello di disaccordo tra le parti in causa.

COME ALL’ESTERO – Tra le proposte oggetto di discussione spicca un modello inglese per quanto riguarda la politica del pallone, con ridistribuzione dei pesi elettorali tipica del sistema anglosassone ed altri dettagli però al momento non ancora considerati. Ancora, si fa accenno alla possibilità di istituire le multiproprietà e le seconde squadre (quest’ultime tipiche di vari campionati di Europa) come possibile strada per incentivare lo sviluppo di vivai e settori giovanili, sulla falsariga di quanto avviene nei maggiori campionati europei, assieme anche alla formazione dei famosi centri di formazione federale disseminati sul territorio come da una decina di anni a questa parte avviene in Germania e da dove sono usciti fuori i vari Ozil, Reus, Khedira, Gomez…

IL MERCATO-OMBRA – Un altro particolare di rilevanza considerevole lo avrebbe il cosiddetto “calciomercato dei fuori rosa”, costituito dagli eventuali trasferimenti di giocatori con la stessa proprietà nel corso della stagione. Sarebbe come se un Ederson passasse dalla Lazio alla Salernitana, squadre entrambe gestite dal buon Lotito. Il tutto ha anche bloccato l’idea di concepire la Serie D come un campionato per le seconde squadre o l’istituzione ufficiale di società satelliti: entrambe le idee sono buone ma andrebbero levigate per far si che possano convivere senza scomodi conflitti di interesse.

GLI EXTRACOMUNITARI DIVENTINO ITALIANI – Il famigerato documento Agnelli-Lotito, istituito sulla base delle indicazioni raccolte dalle venti squadre partecipanti alla Serie A, consta di due capitoli riportati in nove pagine complessive e nei quali si parla rispettivamente di “questioni giuridiche” e “questioni federali”. In merito alle prime domina la discussione sulla acquisizione della cittadinanza degli extracomunitari per fini sportivi, con la stessa che dovrebbe essere accelerata se in pratica riguarda un calciatore, meglio se nato in Italia da genitori stranieri. Esattamente come avviene in Inghilterra, Spagna e Germania. Lotito l’esempio ce l’ha proprio in casa con il giovane Keita. Punto comunque rimasto sin qui solo sulla carta.

TANTE IDEE, QUANTE BUONE – In merito alle questioni federali molte di più sono le indicazioni riportate: si va da un non meglio precisato “potenziamento dei rapporti internazionali e promozione del calcio estero” con tanto di istituzione di un vero e proprio Ministero degli Esteri FIGC ad una rinnovata gestione del Club Italia, fino a nuove modalità per preservare i club dagli infortuni dei propri calciatori in Nazionale. Ed ancora, nuove e pioneristiche strade di finanziamento, istituzione del Museo del Calcio, formulazione di domande per avere accesso ai fondi europei dedicati, riforma del settore tecnico…fino ad approdare alla discriminazione territoriale, argomento principale della riforma della Giustizia Sportiva assieme ad altre idee inerenti gli aspetti penali della stessa (omessa denuncia, responsabilità oggettiva, ecc…), fair play finanziario, gestione delle rose e nuove modalità di campagna trasferimenti.

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