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allegri

Sono tanti i segnali positivi che l’esordio europeo della Juventus porta con se. Il primo, fondamentale, è rappresentato dai tre punti in una partita che, nonostante fosse solo la prima, in caso di mancata vittoria avrebbe lasciato un fardello pesante sul cammino bianconero (cercare le voci Nordsjaelland e Copenaghen). Invece dopo sei anni, Madama vince all’esordio in Champions League e spiana leggermente la strada, ancora molto lunga, verso il passaggio del turno.

Il secondo segnale positivo è il ritorno al gol nella massima competizione europea di Carlos Tevez. Un digiuno inspiegabilmente lungo che l’Apache è riuscito a rompere ieri sera e che da adesso in poi gli consentirà di giocare senza l’assillo di un gol che mancava dal 1003 minuti. Troppi per un campione del suo calibro. L’Apache deve ringraziare anche la propria squadra. Autrice di una prestazione all’insegna di quella maturità che, negli anni passati, era mancata proprio sul palcoscenico continentale. Invece la prima Juve d’Europa di Allegri ha saputo giocare con pazienza, lavorando ai fianchi un Malmö catenacciaro nel primo tempo, accelerando trovando gol e occasioni nella ripresa.

E una lancia va spezzata proprio a favore di “Acciughina”. Allegri è stato bravo a non inventarsi niente, ad avere l’umiltà di seguire il profondissimo solco lasciato da Conte e farlo proprio. A cominciare da quel bistrattato 3-5-2 che ieri ha dato i suoi frutti, fino agli schemi classici, su tutti gli inserimenti di Lichtsteiner a destra e delle due mezze ali. In più, il livornese, c’ha messo la serenità trasmessa ad una squadra che ieri ha dimostrato di poter vincere le partite anche senza marciare costantemente sul limite di velocità. E poi ci sono i giocatori. La rosa di quest’anno della Juventus è più varia e completa rispetto all’anno scorso. Basti pensare che assenze fondamentali come quelle di Barzagli, Pirlo e Vidal sono passate quasi inosservate per merito di seconde linee il cui gap con le prime si è ridotto abbondantemente. Chiaro un altro top player di livello internazionale manca ancora, ma quelli che ci sono, se Allegri sarà bravo a gestirli, arriveranno più freschi ai grandi appuntamenti grazie a riserve di lusso come Asamoah, Pereyra, Caceres, Morata, Romulo e Coman.

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