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Patrice Evra è stato ospite a Filo Diretto, trasmissione di JTV, la televisione ufficiale della Juventus. Ecco le sue parole partendo dalla gara di sabato con il Milan: “Una partita difficile. Tutte le partite sono difficili, ma noi siamo la Juve e quando ho firmato con la Juve volevo giocare questo tipo di partite. Allora non vedo l’ora di giocare contro il Milan. Però sarà una partita difficile, giocheranno in casa. Sta a noi far vedere che siamo i campioni e che vogliamo vincere questa partita”.

Sulla Champions League e sull’ambientamento in una realtà nuova come quella della Juventus: “Da quando ho firmato per la Juve ho a cuore questa competizione. L’ho già vinta, sono stato quattro volte in finale. La Juve è forte come società, come storia, con tutto quello che ha vinto in passato con giocatori importanti, e secondo me dobbiamo rispettare questa storia: per rispettarla dobbiamo vincere in Champions. Io ho già parlato molto con Carlitos, gli ho detto: non capisco come una squadra come la Juve non vada più lontana. Lui mi ha detto che c’è mancanza di esperienza, di carattere, di personalità. Adesso cerchiamo di aggiungere questo, perchè la Champions è una competizione differente, tu devi sempre essere più concentrati che in campionato. Quando tu sbagli un gol, la squadra avversaria fa gol subito. Devi essere veramente al 100%. Però ho trovato davvero una squadra che ha grande voglia di fare qualcosa in Europa. Io non è che vendo i sogni ai tifosi, dicendo che andiamo a vincere la Champions. Prendiamo una partita per volta, la prima è sempre difficile, anche se la gente dice che era solo il Malmo, ma in casa è sempre difficile la prima partita. Sono veramente contento che abbiamo preso questi tre punti. Adesso andiamo in casa dell’Atletico Madrid e sarà ancora più difficile. Ma io ho molta fiducia in questa squadra, in questo gruppo, che secondo me è un bel mix di giovinezza ed esperienza. Quando parlo di giovinezza parlo anche di giocatori come Coman, che mi ha veramente impressionato. Non lo conoscevo, ha talento e futuro. E’ un giovane che ha umiltà, voglia di lavorare e queste sono le caratteristiche di cui hai bisogno. Quando sei giovane la gente ti dice quanto sei forte, che fenomeno sei, però se non hai la testa, puoi avere la tecnica di Cristiano Ronaldo, nel calcio non andrai da nessuna parte. E da quello che ho visto in questi primi mesi la testa ce l’ha.

“Sono andato via da Manchester per problemi personali e l’unica squadra che poteva accogliermi come volevo era la Juve. È un club che ha una storia, ha degli obiettivi. Conte mi aveva chiamato tante volte per convincermi. Ora sono juventino e felice. Mi sembra di continuare con un grande club, non ho visto differenze. Tutti, dai medici ai magazzinieri agli addetti stampa, tutti ti mettono in condizioni di dare del tuo meglio. Dopo un mese di lavoro sono contento di essere ancora vivo. La preparazione è stata molto dura, forse la più difficile che abbia mai fatto. Tutti devono ricordarsi del mio presente perché l’Evra dello United rappresenta il passato. faccio il massimo in allenamento e cerco di ascoltare sempre il mister”.

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