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europa league

Il primo a dirlo non sarà stato sicuramente uno sciocco e se è vero (ed è vero) il detto Chi ben comincia è a metà dell’opera, la prima giornata di Europa League ci lascia in eredità tante belle impressioni e discrete speranze per il futuro.
Tre vittorie e un pareggio più 10 gol fatti e 1 solo subito, una partenza coi i fiocchi che rende merito alle quattro squadre impegnate nella lunga corsa verso Varsavia.

Partiamo dall’Inter, la vittoria più sofferta maturata però nell’impegno più complicato. Battere subito il Dnipro, la favorita con i nerazzurri per superare il turno, vuol dire porsi subito nel girone come squadra da battere, che sulla carta era già scritto ma poi bisogna dimostrarlo sul campo. Una difesa ancora impermeabile, 0 gol subiti nei primi 5 impegni stagionali, e il jolly pescato da D’Ambrosio faranno dormire sonno più tranquilli allo stratega Mazzarri in vista del futuro.

Vittoria più larga, ma nel modo in cui è maturato di pari importanza, quella del Napoli ai danni dello Sparta Praga. Un San Paolo così freddo e semivuoto ormai non lo ricordavamo da tempo e dopo la rete dello svantaggio il tunnel sembrava ormai imboccato. A sciogliere i cuori partenopei ci pensa ovviamente El Pipita Higuain che, accompagnato dall’estro del funambolo Mertens, ribalta il risultato dando tantissimo ossigeno a Benitez e a tutta la dirigenza. Gli applausi finali del San Paolo valgono molto più dei 3 punti nel girone.

Si sblocca, ed era ora, la Fiorentina di Vincenzo Montella, prima di ieri sera ancora a secco di gol e vittorie. Orfana di Rossi e di un Mario Gomez degno di questo nome, il Franchi riabbraccia l’infinita classe di Juan Guillermo Cuadrado, uno sui cui la Viola può e deve aggrapparsi per le future fortune. Il 3-0 sul Guingamp assume contorni ancor più dolci grazie alla perla nel finale del baby gioiello Federico Bernardeschi, classe 94’ ma maturità da veterano.

Chiusura doverosa con il Torino che, dopo il turno preliminare, abbraccia ufficialmente l’Europa dopo 20 interminabili anni. Mentre Ventura continua a lavorare sulla coppia Amauri-Quagliarella, per adesso (anche se è molto presto) nemmeno lontana parente dei Gemelli Cerci-Immobile, il pareggio a reti bianche di Bruges è da accogliere come oro colato. Protagonista che non ti aspetti il redivivo François Gillet, assente per 13 mesi per i fattacci del filone di Bari, che più di tutti beneficia

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