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Dopo lo sconforto manifestato da De Vrij qualche settimana fa, un altro straniero appena sbarcato in Serie A sottolinea la difficoltà ad ambientarsi in un ambiente dove in pochi possono comunicare con lui. Micah Richards ha raccontato in una bella intervista al Guardian le sue prime settimane alla Fiorentina.

“Guardando al lato economico, avrei potuto tranquillamente restare in Inghilterra – sottolinea Richards – Non parlo italiano e non conosco ancora nessuno qua a Firenze, ma ho avuto subito la sensazione di fare la cosa giusta, venendo in Italia. E’ un bel campionato, un posto bellissimo e con uno stile di vita incredibile. In più, la gente si è dimostrata subito molto amichevole“.

Anche la vita di campo è abbastanza diversa rispetto all’Inghilterra. Richards è stato subito colpito da Montella: “C’è la lavagna tattica, e nelle riunioni ci spiega come dobbiamo giocare. Durante queste riunioni, io penso: non capisco nulla di quello che sta dicendo”. Così chiedo a uno dei miei sette compagni che parla inglese, poi scherzando dico “Dai, ha giocato nel Fulham, sicuramente può spiegarcelo in inglese”. Poi arrivano gli altri compagni e mi dicono più o meno così: “You… player… shoot!” In effetti, so cosa vuol dire “shoot”. So anche che le cose sicuramente miglioreranno“.

Inevitabile parlare con Richards anche di Mario Balotelli: “E’ matto, ma è un ragazzo d’oro“. Sembra un lontano ricordo, quell’alterco in allenamento che fece il giro del mondo… “Stavamo giocando 5 contro 5 e stavamo perdendo perchè Mario non aveva attivato il suo contapassi. Lo richiamai e lui iniziò ad agitarsi e a imprecare in italiano, io in quel momento persi a mia volta la calma. Più che altro, c’erano fotografi ovunque in quel periodo al City, quindi ogni cosa era di dominio pubblico“.

Fonte: goal.com

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