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Lunedì scorso il Maccabi Haifa ha superato per 4-2 gli avversari del Bnei Sakhnin FC. Non è una vittoria che fa notizia, per uno dei club più titolati d’Israele. Quello che invece colpisce le prime pagine dei giornali locali e richiama l’attenzione internazionale, è che i biancoverdi hanno giocato per la prima volta nel loro nuovo stadio appena costruito, l’Haifa International Stadium, anche chiamato Sammy Ofer Staium (in onore del suo principale investitore). Lo stadio è stato inaugurato proprio in questa partita e ha visto siglare il primo gol da un giocatore del Maccabi, Hen Ezra, giovane ala israeliana.

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Il nuovo stadio è stato considerato uno degli impianti più avveniristici costruiti nell’ultimo decennio, un periodo che ha visto il Paese dilaniato sempre più da guerre e divisioni. La struttura può ospitare oltre 30.000 spettatori e sarà anche la casa delle partite dell’Hapoel Haifa. Interessante è anche l’investimento che ha permesso la realizzazione dello stadio, un misto di finanziamenti privati e pubblici tra cui quello dell’imprenditore e filantropo Sammy Ofer, che ha donato 20 milioni di dollari (e in cambio ha ottenuto di dare il suo nome all’impianto). Il nuovo stadio di Haifa ha già ricevuto dall’Uefa il 4 Class, un riconoscimento d’elìte alla struttura, anche per merito di quanto è stato costruito attorno: una enorme zona parcheggio, una zona di intrattenimento e organizzazione di eventi. I lavori sono iniziati nel 2009 e finito nell’estate di quest’anno, poi lunedì scorso finalmente l’inaugurazione. Per la realizzazione dello stadio si è seguito il modello europeo, in particolare lo stadio francese di Le Havre, con cui condivide l’identico stile architettonico.

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Il presidente del Maccabi, a margine dell’inaugurazione, si è detto entusiasta: “Dopo anni di lavoro finalmente abbiamo una nuova casa”. I tifosi amano già lo stadio, almeno secondo quanto fatto registrare dalla campagna abbonamenti (15.000 tessere vendute…un record!), sembra così essere dimenticato il vecchio e storico stadio, il Kiyat Elizier, in funzione dal 1955. Il nuovo stadio, moderno e tecnologico, non solo servirà a rilanciare le squadre della città ma contribuirà alla crescita il calcio israeliano in un periodo difficile. Un bellissimo fiore in un deserto che forse si sta trasformando in terreno fertile. Non resta che provare a coltivarlo allora.

 

 

 

 

 

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