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Italy Training Session & Press Conference

Antonio Conte ha concesso una lunga intervista all’edizione odierna de “Il Corriere dello Sport”. Tanti i temi toccati dal ct della Nazionale:

VOGLIA DI CAMBIARE – “Ho già detto più volte di aver accettato la panchina dell’Italia con grande entusiasmo, avevo voglia di misurarmi con una realtà diversa ed i giocatori sono stati fin dal primo momento dalla mia parte. Queste prime settimane in azzurro sono state molto intense, e questo è un bene perché si è visto l’impegno di tutti per risollevarci e cominciare di nuovo a fare bene”.

MERITOCRAZIA – Conte affronta già il tema relativo al proprio futuro con l’Italia: “Premesso che la mia storia con la Nazionale è già lunga visto che ho giocato Europei, Mondiali e tanti altri match, di ognuno conservo emozioni importanti ed anche al momento della firma ho pensato al mio legame con l’Italia. Ho firmato per due anni perché è la prassi con la Nazionale, visto che si ragione tenendo presente le grandi competizione internazionali. Io poi sono uno che le cose vuole meritarsele, se in Francia per Euro 2016 riusciremo a raggiungere almeno gli obiettivi minimi punterò dritto ai Mondiali 2018, voglio far vedere a tutti di essere la persona giusta nel posto giusto”.

LA MUSICA E’ CAMBIATA – Il ct Conte parla anche degli avversari nel girone di Euro 2016: “Abbiamo cominciato bene in Norvegia ma gli scandinavi ci hanno creato qualche problema, a dimostrazione che non esistono squadre materasso. E poi dovremo misurarci con compagini orgogliose ed abituate a lottare come Croazia e Bulgaria, senza sottovalutare nemmeno Azerbaigian e Malta. Noi però puntiamo alla qualificazione diretta, senza presunzione e con tanto impegno. Meglio l’inno Champions o quello di Mameli? Il secondo mi emoziona di più, il primo l’ho sentito tante volte”.

L’ESERCITO DEL SURF – Antonio Conte parla della delicata questione-giovani: “Adesso devono mettersi in mostra in Nazionale, non come un tempo. Diciamo anzitutto che uno gioca se è bravo, poi ci sono le variabili del mercato: ad esempio Immobile è andato all’estero perché il Borussia offriva 20 milioni in contanti ed in un’unica soluzione, impossibile dire di no, i bilanci vengono prima. Meno male che qualche squadra come il Sassuolo ha adottato una politica nuova, è grazie ai neroverdi se Zaza è migliorato molto, anche perché diciamo la verità, all’Inter o alla Juve il ragazzo non troverebbe spazio, siamo più disposti a scommettere sugli stranieri perché portano curiosità. Penso questo soprattutto vedendo Giaccherini…se fosse stato ‘Giaccherinho’ avrebbe avuto una storia più importante, ne sono certo”.

DIMOSTRATEMI CHI SIETE – “La mia idea nell’immediato è di puntare sui giocatori carismatici e di esperienza ai quali affiancare elementi di 23-24 anni, giovani ma già rodati – dice Conte – in quest’ottica occorre individuare una trentina di uomini per fare un nucleo forte sul quale poggiare il progetto. In difesa ho il blocco Juve con Chiellini, Bonucci e Barzagli oltre a Buffon in porta, gente che conosco e che mi dà tranquillità. Poi ci sono i vari Sirigu, Ranocchia, Astori e Paletta. Tra le nuove leve guardo con interesse a Rugani dell’Empoli, ma prodotto Juve. Punto anche a Romulo come esterno ed al napoletano Jorginho, dai quali mi aspetto una grande crescita. Lo stesso discorso vale per Insigne, Borini e Gabbiadini: per giocare in Nazionale non bastano presenze sporadiche e qualche gol altrimenti chiunque potrebbe vestire la maglia dell’Italia”.

SOLUZIONE ED AMMIRAZIONE – Per finire Conte parla del lavoro svolto dalla Federazione proprio con i giovani:Sacchi, Viscidi ed ora Sandreani assieme ai loro collaboratori hanno svolto un grande lavoro nel settore giovanile, per me sarebbe l’ideale avere un numero minimo di italiani da mandare in campo ed istituire le seconde squadre, il tutto con dei limiti di età, questo favorirebbe la crescita dei ragazzi di casa nostra. A chi mi ispiro? A nessuno, ma ammiro Guardiola, Mourinho e van Gaal, perché sono dei vincenti”.

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