SHARE
Daniele Conti in azione.

Radja+Nainggolan+AC+Chievo+Verona+v+Cagliari+DoVwMPXeXMRx

Roma-Cagliari di domenica prossima più che una semplice partita tra una delle maggiori pretendenti al titolo ed una squadra che vuole raggiungere al più preso la fatidica soglia dei 40 punti, sembra un insieme di storie che si intrecciano tra loro, fondendo presente e futuro delle due Società. Da una parte Nainggolan e Astori (con il secondo fermo ai box per l’infortunio al ginocchio di mercoledì sera) ex rossoblu e dell’altra due vecchie conoscenze giallorosse, col dente avvelenato, Zdenek Zeman e Daniele Conti.

Il ritorno del Boemo – 1/2/2012: la Roma di Zeman crolla 2-4 all’Olimpico sotto i colpi proprio del Cagliari, guidato allora dal duo Pulga-Lopez  scaturendo dopo appena ventiquattro ore l’esonero del tecnico boemo. E’ la fine della seconda avventura giallorossa di Zeman, forse l’ultima grande occasione per affermarsi a grandi livelli. Dopo quella partita il boemo ha atteso più di un anno per parlare (anche perché ancora tesserato della Roma fino al Giugno 2014) e dopo aver firmato con il Cagliari si è tolto qualche sassolino dalla scarpa, giusto per riscaldare un po’ l’ambiente in vista del suo ritorno a Roma: “Sensazioni particolari? Io ho avuto un buon rapporto con tutti, semmai qualcuno non lo ha avuto con me.  Ormai erano tutti pronti per il mio esonero”. Parole che suonano come frecciatine nei confronti di quei giocatori che con Zeman non hanno mai legato, come De Rossi e Pjanic, esclusi perché non erano in grado di seguire i dettami tecnici dell’attuale tecnico del Cagliari e che ora, ironia della sorte, sono tra le colonne portanti della spumeggiante Roma di Rudi Garcia. La seconda Roma targata Zeman rivelò tutte le contraddizioni  che hanno accompagnato l’ex allenatore di Pescara e Lecce durante la sua carriera: incapace di cambiare modulo per cercare di integrare i giocatori di maggior peso specifico all’interno della squadra e deciso a puntare su giocatori semi-sconosciuti e senza esperienza (su tutti Tachtsidis e Goicoechea), Zeman era (ed è tuttora ) sempre  alla ricerca dello spettacolo e del bel gioco in attacco tralasciando completamente la fase difensiva. Una filosofia forse più  adatta ad una squadra di provincia ma non ad una piazza come Roma che aveva bisogno di certezze più che di scommesse. Il tecnico boemo però negli ultimi giorni non ha negato una certa emozione su quello che sarà il suo ritorno all’Olimpico da avversario : “Sono felice di entrare di nuovo all’Olimpico. Per me significa tornare a casa, visto che oltretutto da 20 anni abito a Roma” . Chissà allora quale sarà l’accoglienza che gli riserverà il pubblico romanista da sempre diviso tra i fondamentalisti del 4-3-3 e chi non ha mai amato il suo calcio spregiudicato.

Daniele Conti col dente avvelenato – “Roma non è casa mia. Spero di segnare anche domenica” firmato Daniele Conti. Fa certamente uno strano effetto sentire queste parole dal figlio di una delle bandiere della Roma  che attualmente è ancora nei quadri dirigenziali del club capitolino. Una storia quella tra Daniele Conti e la Roma che sembrava poter essere una lunga luna di miele dopo quel gol (il suo primo in Serie A)  al Perugia e la corsa sotto la Sud che gli costò anche l’espulsione. Era la stagione ‘98-99 e sulla panchina della Roma, guarda caso, c’era proprio Zdenek Zeman. Da quel giorno però Conti non riuscì più ad affermarsi in giallorosso e a fine campionato  la Roma decise di venderlo al Cagliari, società in cui metterà le radici e di cui diventerà capitano.  Per Conti da quel momento le partite con la Roma non sono più semplici incontri con la sua ex squadra ma rappresentano la sfida contro chi forse non lo ha capito e ha deciso di cederlo troppo presto. Contro i giallorossi il centrocampista del Cagliari sembra metterci sempre qualcosa in più, sfoderando delle prestazioni  tecnicamente importanti con grandi gol, ma anche con atteggiamenti sopra le righe che hanno indispettito e non poco i tifosi capitolini. Ecco perché tutte le volte che torna all’Olimpico l’accoglienza dei tifosi romanisti è sempre molto ostile e domenica prossima ,la Curva Sud e tutto il resto dello stadio, non faranno sconti al numero cinque del Cagliari.

Astori e Nainggolan – Di tutt’altro tenore è il rapporto che lega i due ex cagliaritani , Astori e Nainggolan , alla loro vecchia squadra. Entrambi sono legatissimi al Cagliari ed alla Sardegna e non hanno mai parlato male della loro ex squadra, anzi. Astori è stato un giocatore simbolo del Cagliari degli ultimi anni e prima di essere ceduto alla Roma, per non creare un danno economico al club sardo, ha accettato di firmare il rinnovo contrattuale. Un gesto che ha permesso al Cagliari di incassare 7 milioni di euro nonostante il difensore fosse in scadenza a giugno 2015. Purtroppo però il centrale milanese non sarà della gara per infortunio. Anche  Radja Nainggolan è molto legato al Cagliari e alla Sardegna e tutte le volte che può torna sull’Isola dove ha lasciato letteralmente il cuore, nonostante si sia integrato benissimo a Roma e nella Roma di cui è diventato uno dei giocatori chiave. Guarda caso anche lui fa parte della storia delle sfide tra Roma e Cagliari: Fu proprio il Ninja  a siglare il gol del vantaggio del Cagliari quel  2 Febbraio 2013, un evento più unico che raro, dato che con la maglia del club sardo Nainggolan siglò appena 7 reti in 137 gare ufficiali.

Insomma Roma-Cagliari mai come quest’anno può essere definita la partita dai mille incroci e ricorsi storici e domenica verrò scritto un altro capitolo di questa ingarbugliata storia.

di Massimliano Guerra

SHARE