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lampard city

Ci sarà un pò di sano romanticismo (almeno in apparenza) oggi in Manchester City-Chelsea, match della 5/a giornata di Premier League che opporrà ai Blues quello che è stato per 13 lunghi e bellissimi anni il loro totem. Stiamo parlando di Frank Lampard, ormai 36enne e che ha deciso di dare gli ultimi calci della carriera alla futura compagine di MLS americana dei New York City, che comincerà il proprio percorso calcistico nel soccer a stelle e strisce a marzo 2014. Nel frattempo Lampard ha deciso di tenersi in forma continuando a restare per qualche mese ancora in Premier League, dopo la scadenza del suo contratto con il Chelsea, dicendo si proprio ai Citizens.

CORE ‘NGRATO – Ovviamente non sono mancate le solite polemiche e le insurrezioni di sorta da parte dei tifosi del club di Stamford Bridge, che hanno tacciato Lampard di essersi venduto, di passare per il Giuda di turno, di aver dimenticato le 648 partite ufficiali ed i 211 gol totalizzati con la squadra londinese ed il fatto di essere tra i primi tre recordman di presenze del Chelsea e di aver tolto dalla propria memoria i numerosi trofei alzati al cielo in questo lungo periodo di permanenza, con 3 Premier League, 4 Coppe d’Inghilterra, due Community Shield, due Coppa di Lega inglese, una Champions ed una Europa League. No, tutto cancellato da una scadenza di contratto, con un rinnovo mai preso in considerazione dalla società presieduta da Roman Abramovic.

MA QUALE ROMANTICO – Tra i detrattori di Lampard c’è chi non adduce certamente  a motivazioni tecniche alla base del passaggio del centrocampista al City: è abbastanza ovvio infatti che Lampard non sarà titolare accanto ai vari Yaya Touré, Milner, Fernando, Fernandinho ecc…certo stonano le parole da lui proferite un anno e mezzo fa alla stampa: era il maggio 2013 e Lampard disse di non riuscire ad immaginarsi con la maglia di una squadra inglese che non fosse il Chelsea. Apriti cielo, alla fine è successo proprio questo. Ed una risposta alla domanda per cui Lampard sia finito al Manchester City c’è, è decisamente poco romantica e ve la diamo noi: lo sceicco Mansour, proprietario del club dell’Ethiad Stadium, controlla attraverso la holding “City Football Group” anche le quote di maggioranza proprio del New York City, futura squadra di Lampard, oltre ad avere una presenza nei cda di Yokohama Marinos e Melbourne City.

IL GOL DELL’EX – Cosa che non piace a chi controlla i meccanismi economici del calcio, in quanto il tutto è visto come un modo da parte del City di poter ottenere giocatori in prestito, aggirando il fair play finanziario. A mettere una pietra su tutto ci ha pensato poi Manuel Pellegrini, manager del Manchester City, per il quale “…il Chelsea non voleva più Lampard e noi che eravamo alle prese con delle limitazioni sul mercato abbiamo pensato a lui, tutto qui”. E Lampard, che suscitò a suo tempo anche la malevola reazione dei tifosi anche ai tempi del suo approdo al Chelsea dal West Ham, nel quale aveva militato per 5 anni,avrà dato un dispiacere ancora più grosso ai suoi ex sostenitori con il gol a tempo scaduto che ha evitato al City la capitolazione interna col Chelsea. Davvero incredibile.

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