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allegri juventus

Dopo tre partite di campionato ed una di Champions League possiamo tirare le prime somme sulla Juventus di Massimiliano Allegri: le quattro vittorie in quattro partite con sei reti messe a segno al fronte di zero subite fanno riflettere, ma non si può non tenere conto dell’effettivo valore degli avversari (con tutto il rispetto per Chievo, Udinese e Malmoe, arrivate prima di un Milan che ha pensato prima a non prenderle). In attesa di test più probanti, chi ha visto le partite del nuovo ciclo Juve è rimasto senz’altro colpito da un fattore che salta subito all’occhio.

SUPERIORITA’ TECNICA Questa Juventus non ha bisogno di aggredire con ferocia, di dare sempre il 110% come predicato dall’allenatore per tre volte campione d’Italia: i bianconeri di Allegri gestiscono la partita con autorevolezza, cercando con calma il giusto pertugio anche quando i minuti iniziano ad essere pochi, consapevole della sua forza. Basta guardare i dati statistici: il 59% di possesso palla dei bianconeri in casa del Milan è solamente la punta dell’iceberg, la squadra ha fino ad adesso concesso praticamente un’occasione a partita agli avversari, creando molteplici palle gol.

Se possiamo trovare un neo nella perfetta macchina da campionato di Antonio Conte era infatti quello di arrivare all’attacco con troppa frenesia via via che i minuti passavano, come se lo stato d’animo da leone in gabbia del suo condottiero si ripercuotesse sui giocatori, aspetto che non ritroviamo in queste prime quattro partite sotto i comandi del pacato Max.

RISPARMIO ENERGETICO Sulla lunga distanza questo atteggiamento fa la differenza: si è visto contro il Malmoe e contro il Milan, con gli avversari che hanno dato tutto in un primo tempo in cui i bianconeri si sono difesi senza patemi per poi farsi schiacciare con disarmante certezza. Questo può ripercuotersi in positivo sulle coppe europee, senza voler creare false aspettative: non sprecare troppe energie in campionato può risultare decisivo quando si arriva a giocare in settimana.

Se prima potevamo paragonare la Juventus ad un leone che si avventava sui nemici con foga e voglia di vincere, adesso possiamo paragonarla ad un grosso serpente capace di stritolare i nemici fra le sue spire: paragoni zoofili permettendo, i tifosi bianconeri iniziano a tirare un sospiro di sollievo dopo un’estate di passione.

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