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Il Palermo ha trovato il suo fenomeno…se non sul campo di sicuro dal punto di vista mediatico. Si tratta del gigante danese Simon Makienok, due metri ed un centimetro di altezza per 90 kg di peso oltre a km di tatuaggi sparsi per tutto il corpo. Un pò Lafferty, un pò Ibrahimovic, Makienok ha lasciato subito un impatto in rosanero proprio perché si vede che non fa parte di quella categoria di calciatori comuni, pur non avendo mostrato ancora i crismi del fuoriclasse. E chissà che non lo faccia in Serie A già quest’anno, dove ha debuttato nel match perso dai siciliani per 2-1 a Verona entrando all’86’. Intanto lo scorso 6 settembre è arrivato il matrimonio con la 39enne fidanzata Ibi Støving, volto noto della tv danese e che ha 16 anni in più di Makienok, il quale è anche padre di un bel bambino.

I CONFRONTI MI STIMOLANO – “Io come Lafferty? – aveva dichiarato in estate nel giorno della sua presentazione ufficiale al Palermo – Perché no, il paragone mi onora, lui l’anno scorso ha fatto molto bene e come stile di gioco gli somiglio, voglio segnare tanti gol ed impormi qui”. Con la rete il feeling c’è d è ottimo a giudicare dai numeri, che dicono di 36 gol in 80 partite con il Brondby, compagine dalla quale il Palermo ha prelevato il biondo corazziere. E c’è anche il debutto ufficiale con la Danimarca il 22 marzo 2013. Makienok aveva anche detto: “Del Palermo del passato conosco anche il contributo fornito dai vari Toni, Amauri e Cavani, ma i confronti non mi spaventano, ho i mezzi per diventare un giocatore importante”.

IL CORAGGIO DI UN LEONE “Sulla schiena ho tatuato un leone – ha detto il gigantesco Makienok – perché voglio imitarne il coraggio. Niente mi spaventa, e non vedo l’ora di completare il tatoo che è ancora incompleto”. Intanto resta da lavorare sul suo inserimento nel 3-5-2 di Iachini, perché tatticamente Makienok risponde soltanto a precise esigenze. E’ un giocatore che fa poco, pochissimo movimento, giocando prevalentemente come centroboa in attacco, per cui il suo utilizzo è indicato solamente qualora il Palermo decidesse di affidarsi in prevalenza al gioco aereo.

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