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Donadel

In un’intervista rilasciata a Gianlucadimarzio.com, l’ex centrocampista della Fiorentina Marco Donadel ha parlato dei suoi ultimi anni di carriera e della possibilità di poter giocare ancora, in Italia o all’estero. Donadel si è anche soffermato sulle attuali situazioni di Napoli e Verona, le sue ultime compagini in ordine di tempo.

Ecco tutte le parole dei Donadel: “Al momento non c’è molta richiesta ma sono contento di vivere un periodo di serenità a Firenze con la mia famiglia. Ogni pomeriggio mi alleno con la Primavera della Fiorentina. E’ una bella esperienza. Mi alleno il più possibile per farmi trovare pronto nel caso arrivasse una chiamata. Mi mancano lo spogliatoio e le partite. A Napoli sono stato sfortunato per via dei problemi fisici che hanno condizionato il mio primo anno. Poi mi sono trovato all’interno di un Napoli che è cresciuto tantissimo e che vuole affermarsi in campo europeo e per questo ho trovato poco spazio. Magari avrebbero potuto darmi un po’ di fiducia in più, ma porto a casa comunque un ricordo positivo della città. Squadra in crisi? Sono passate poche partite per poter capire cosa stia succedendo. Capita di perdere gare dominate come quella contro il Chievo ma l’eliminazione dalla Champions è un ulteriore campanello d’allarme. Non mi meraviglierei, però, se il Napoli dovesse fare 7 vittorie di fila, ecco perché aspetterei a dare giudizi. Verona? E’ stata un’idea nata nell’ultima mezz’ora di mercato, il mio procuratore l’aveva tenuta calda per l’ultimo minuto. E alla fine hanno avuto ragione lui, il Napoli ed il Verona. Lì ho ritrovato quella continuità che avevo perso a Napoli dimostrando di stare bene e di poter dare tanto. Ho incontrato persone eccezionali ed una società seria che ha le idee ben chiare. Una gran bella città con un pubblico eccezionale. Fosse stato per me sarei rimasto anche per quest’anno perché mi sono trovato benissimo. So di aver dato tutto per la squadra, ma evidentemente la società ha scelto di puntare su altri giocatori. Mihajlovic? E’ una di quelle persone tutte d’un pezzo. Difficile da trovare in questo mondo. Fa della meritocrazia il suo credo. Ti da tutto e così facendo ti motiva a dare tutto per lui. A Firenze purtroppo non è stato capito, forse perché era in un momento davvero duro per qualunque allenatore. E’ arrivato dopo il ciclo di Prandelli ma non ha mai avuto paura e ha sempre fatto valere il suo grande carattere. In 14 anni di carriera, comunque, non ho mai vissuto in prima persona l’esonero di un allenatore. Anzi, più volte l’allenatore che avevo in quella squadra è rimasto lì per più anni”.

 

Claudio Agave

https://twitter.com/ClAgaTVOV

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