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Intervenendo a “La politica nel pallone” su Gr Parlamento, il numero uno della Federazione italiana Carlo Tavecchio è tornato sull’inchiesta dell’UEFA aperta nei suoi confronti: “Sto aspettando con curiosità la decisione che prenderà la Uefa, dopo di che mi difenderò con tutta la mia forza. In ogni caso la mia posizione italiana non è minimamente intaccata e non prenderò alcuna decisione clamorosa o passi indietro in Figc. A me l’inchiesta dell’Uefa non tange, non ho nessun incarico. Se domattina la Uefa mi sanziona prendo atto, riceverò sanzione e la assolverò”. 

La Federazione europea aveva aperto un’inchiesta dopo le dichiarazioni di Tavecchio sull’ormai celebre caso di “Optì Pobà”: “Ho fatto quello che doveva fare un normale cittadino che si presenta alla giustizia domestica – ha dichiarato il presidente -. La procura della Figc ha chiuso l’inchiesta con un’archiviazione e l’ha trasmessa alla superprocura del Coni che non ha fatto nessun rilievo. La Fifa non si è occupata della vicenda, sto aspettando con curiosità la posizione della Uefa. Devo vedere fino a quando devo ancora dare spiegazioni agli italiani, per una battuta per la quale mi sono scusato più volte”. 

Tornando al calcio giocato, il presidente non è sorpreso dell’inizio del campionato italiano, che vede già le favorite Juventus e Roma in testa: “Il campionato sta riflettendo i valori dell’anno scorso, Juve e Roma si sono rafforzate ulteriormente. Ci sono alcune piccole varianti – prosegue -, il Verona che si è messo subito dopo, l’Inter che poteva fare cose migliori. Mi auguro ci sia un campionato di grande serietà, legalità, che possa reggere il confronto con la Premier e gli altri campionati europei”. E sulle riforme: “Sono un uomo del fare. In questo momento serve una frustata a questo Paese, bisogna creare delle soluzioni e la riforma dei campionati è la madre di tutte le battaglie. Ma ci occuperemo anche dei rapporti col Coni, col Parlamento, con la giustizia”

 

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