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Quando si arriva in una squadra che mira decisamente in alto, stando alle dichiarazioni del presidente Della Valle e degli uomini in viola, magari all’ultimo giorno della finestra di calciomercato estiva, in prestito (con diritto di riscatto a 5 mln di €) da una squadra più piccola non si può pensare di avere i fari accessi addosso, ne tanto meno i tifosi potrebbero mai immaginare che si può essere protagonisti; eppure, alle volte, la storia cambia. Questa la parabola di Jasmin Kurtic, sloveno dalla discreta militanza nella nostra massima serie, approdato alla corte del tecnico partenopeo Vincenzo Montella.

KURTIC PERCHE’ Acquisito dalla viola dopo un vociferare lungo un’estate intera. In molti avevano infatti paventato l’acquisto del giocatore dal Sassuolo, salvo poi dirsi dubbiosi davanti alla formula dell’operazione, concretizzatasi poi dopo un ping pong finale in un prestito con diritto di riscatto. Kurtic potrebbe rappresentare il vero e proprio sostituto di quello che fu Ambrosini l’anno scorso, un giocatore duttile capace di ricoprire tutti, o quasi, i ruoli di centrocampo, soprattutto un uomo di fatica in mezzo al campo che fa della forza fisica un degnissimo connotato di gioco. Abile nelle palle alte e nell’interdizione con una discreta resistenza, lo sloveno già si era fatto ben notare in Europa League nella prima uscita ufficiale della Fiorentina contro i francesi del Guingamp, presenza avvalorata dall’assist offerto a Vargas in occasione del primo gol europeo dei gigliati. In una Fiorentina in debito d’ossigeno, a Bergamo messa sotto da un’Atalanta contro cui in molti stenteranno, che sta cercando ancora la sua vera quadratura, la velocità e la dedizione di Kurtic potrebbe far breccia, almeno nel breve periodo, facendo trovare al miglior amico di Ilicic molto più spazio di quanto molti tifosi non avrebbero mai ipotizzato.

KURTIC CONVINTO DELLA FIORENTINA Le motivazioni del giocatore non sono poi da sottovalutare, Kurtic, al primo vero impegno della sua carriera in una squadra di livello, si sarebbe detto entusiasta della Fiorentina, alla sua presentazione ammise Mi sono messo un po’ a piangere quando ho saputo che mi voleva la Fiorentina. A giugno, luglio e agosto aspettavo nel ritiro del Sassuolo la chiamata della società viola, pur sapendo che avevo offerte da altri club. Avevo parlato con il direttore Macia, è stato chiaro con me, mi ha detto che arrivando qui non avrei avuto il posto da titolare assicurato. Dopo la prima di campionato, ero in nazionale, ho firmato via mail con la Fiorentina e ho abbracciato Ilicic. Avevo pianto quando era andato via dal Palermo. Ora non voglio più piangere, ma ridere e fare bene in questa squadra” Continuando poi “Darò IL 120%”. Sensazioni esternate anche ieri “La rete? I gol arrivano e passano ma oggi sono contento per aver dato tutto. Ci siamo sacrificati come squadra, l’uno per l’altro. Sono contentissimo. Meno belli del solito? Per me l’importante è sempre vincere, lavorare tranquillamente durante la settimana e fare bene. In molti mi hanno sottovalutato ritenendomi un giocatore non da Serie A ma io ho sempre lavorato con impegno. Dedico la rete alla mia famiglia, al mio procuratore e a Ilicic“. Insomma, nella Fiorentina “orfana” di Mario Gomez, con un Giuseppe Rossi al palo per infortunio, c’è anche il tempo di raccontare una bella storia di questo inizio di stagione.

Stefano Mastini

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