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una poltrona

Chiami una e risponde l’altra, una fa un passettino avanti e l’altra subito la insegue. La terza giornata di serie A, se proprio ce ne fosse stato ancora bisogno, ha ancora una volta confermato le aspettative estive e delle prime due giornata. La conquista dello scudetto sarà un passo a due tra Juve-Roma  in cui tutte le altre potranno solo restare a guardare.

Vince la Juventus, ma questo ormai non fa più notizia. Nonostante l’impegno a casa della squadra che, per condizione ed entusiasmo sembrava la più in forma, i bianconeri non cambiano assolutamente registro. Per domare il Milan tutto corsa e cuore di Ingazhi, chi meglio di Carlitos Tevez: un nome, una sentenza. I rossoneri possono essere “soddisfatti” peri il leggero passivo e la consapevolezza che, pur non potendo ancora lottare per i piani altissimi, la musica è cambiata.

Niente Cagliari, niente bestia nera, niente Zeman: all’Olimpico si è vista la solita, rocciosa e a tratti spettacolare Roma di Rudi Garcia. Bastano meno di 15 minuti ai giallorossi per portare a casa altri 3 punti, trascinata dalla reti di due come Florenzi  e Destro, che non sempre partono dal primo minuto ma interpretano alla grande il ruolo da rincalzi di extra-lusso.

La grande sconfitta della giornata è sicuramente il Napoli di Rafa Benitez, a punteggio pieno 12 mesi fa e oggi già a -6 dalle due duellanti. La sconfitta contro l’Udinese di Stramaccioni è già la terza in sei impegni stagionali, la seconda consecutiva dopo il tonfo con il Chievo. I timori estivi stanno prendendo sempre più corpo, per la prima volta dalla gestione De Laurentiis il valore della squadra è diminuito rispetto alla stagione precedente.

Nuova stagione ma vecchie abitudini per l’Inter di Mazzarri. Ancora una volta i nerazzurri, dopo una prestazione esplosiva come quella contro il Sassuolo, non va’ oltre l’1-1 in casa del Palermo portando a casa il secondo pareggio in tre giornate. All’errore clamoroso di Vidic, ben sfruttato da Vazquez, rimedia la stella Kovacic, ormai leader e fulcro tecnico della squadra.

Prima importante affermazione stagionale della Fiorentina che, su un campo difficile come quello dell’Atalanta, si gode i 3 punti griffati Kurtic, uno dei tanti arrivi dell’ultim’ora che il buon Montella sta provando a inserire in uno stile di gioco consolidato.
Non è più una sorpresa il Verona, partito alla grande anche la scorsa stagione, che espugna l’Olimpico di Torino e si stanza solitario al terzo posto in classifica. Tra i granata ormai è diventato un caso la casella dei gol realizzati, ancora a secco dopo le partenze di Immobile e Cerci.

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