SHARE

lampard-capitani

“Non me lo aspettavo, sono senza parole. Nel Chelsea ho giocato per una vita intera e non mi aspettavo tutti quegli applausi dai miei ex tifosi al termine della sfida. Li ringrazio sentitamente” Queste le parole di Frank Lampard al termine del match pareggiato dai Blues contro il City, la differenza l’ha fatta proprio l’ex bandiera di Stamford Bridge, quell’incredibile centrocampista che da essere capitano si era ritrovato surclassato a inquilino scomodo dello spogliatoio di Mourinho.  Deve aver riso Frankie Lampard al solo ripensare a tutta l’acqua passata sotto i ponti di Londra, tutti gli anni passati a difendere la maglia della società del presidente Abramovich, non l’avrebbe mai immaginato che il tutto si sarebbe consumato così velocemente, eppure il suo non è il primo, ne sarà l’ultimo, caso di gol di un ex capitano ad una sua vecchia squadra, in molti, soprattutto nella nostra Serie A, si sono dimostrati “capitani coraggiosi”, pronti a trafiggere il proprio amore del passato con buona pace del tifo e dell’emozione.

LAMPARD E GLI ILLUSTRI DEL PASSATO Nel segno di Lampard possiamo ricordare due “miti” del calcio nostrano: Batistuta e Baggio. Il primo, il Re Leone viola poi “donato” da Cecchi Gori alla causa dei Sensi per l’ultimo Scudetto della Roma. simbolo di Firenze tanto da doversi, tutt’ora, nascondere nel fare le proprie incursioni nel capoluogo toscano, riuscì in quell’annata incredibile sotto il Cupolone a mettere sotto scacco proprio i suoi ex compagni: la Roma targata Capello batte la viola a Roma proprio con il gol del bomber di Reconquista. Per lui niente esultanza, solo qualche lacrima e più di un pensiero, niente che l’uman ragione non possa intendere. Il secondo, il “codino” che divenne “Divin” riuscì nell’impresa con il Bologna contro la Juventus a Torino, con tanto di orecchio mostrato alla curva, come a dire “Non ho capito bene”. Lo stesso Baggio proprio con la Juventus contro la Fiorentina, di cui non è mai stato capitano quanto mai “figlio” e uomo immagine di una passione, si rifiutò di battere un rigore contro i toscani a Firenze, lasciando il campo subito dopo raccogliendo una sciarpa viola, salvo poi rifarsi vivo in quel del Franchi ai tempi del Brescia, con i suoi precisi colpi da calcio piazzato.

LAMPARD E GLI ATTUALI Guardandoci intorno adesso ci sono altri esempi che possiamo citare, quali Cassano e Tavano. Bomber insaziabili e implacabili che hanno ritrovato se stessi nei “borghi”, Parma per il primo, Empoli per il secondo. Rigoristi, fantasisti, finalizzatori, uomini immagine, insomma factotum con una storia alle spalle, chi come Fantantonio anche più di una. Per il “ragazzo di Bari vecchia” l’incrocio incriminato è quello tra Sampdoria e Parma, con le due marcature messe a segno nello scorso campionato con la maglia dei ducali che pesano sul groppone della sua storia doriana, coronata con la fascia da capitano. Per Ciccio Tavano invece la Serie B “fu galeotta”, con quel rigore messo a segno ai toscani del Livorno, con buona pace della fascia amaranto difesa, coccolata, stretta al braccio fino a pochi anni prima. Lampard rappresenta un caso davvero importante per il calcio inglese, un campionato in cui le bandiere sembrano avere un peso maggiore rispetto alla serie nostrana, soprattutto per quanto riguarda gli “eterni”, mentre noi italiani possiamo “vantare” una lunga lista di scambi-affari-trattative coloratissime che hanno dato luogo a cambi di maglia a dir poco notevoli, a fronte di un numero di “bandiere” che è diminuito sempre più negli anni. Insomma tanto per andare oltre alla battuta “non è più il calcio di una volta”, più semplicemente il tutto potrebbe risolversi con “Il calcio è governato da un Dio capriccioso”.

 

Stefano Mastini
//

SHARE