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Menez

Jeremy Menez sembra aver trovato il suo posto al Milan dopo alcune stagioni non esaltanti con la maglia del PSG. Menez ha iniziato alla grande la sua nuova esperienza italiana con 3 gol in 3 partite ma non dimentica quanto fatto in Francia. A tratti, però, con vena polemica.

Menez spiega infatti quanto possa essere difficile per un francese giocare attualmente nel PSG e, non senza un pizzico di rancore, spiega i motivi che lo hanno spinto a lasciare il club. Di seguito, le parole di Menez rilasciate a France Football e riprese da La Gazzetta Dello Sport“La concorrenza non mi fa paura ma dev’essere sana. Invece oggi è meglio essere stranieri per giocare nel Psg. E soprattutto curare la comunicazione. Prendiamo in esempio Lucas: è lì da due anni, ha segnato meno di me, ma è costato più caro ed è brasiliano. Io invece sono francese e parigino, non ho né un account Twitter né Instagram per postare belle foto o messaggi. Non faccio il bello sui social network. Questo però non significava che non amassi il Psg, semplicemente non fingo. Mentre ormai molti giocatori agiscono diversamente. Blanc mi usava come ai tempi della nazionale sui lati. La polivalenza può essere un vantaggio all’inizio, ma ad un certo punto bisogna scegliere un ruolo per migliorare e farsi rispettare. E poi nel 4-3-3 avevo davanti Ibrahimovic, irrinunciabile per un allenatore, ma anche intoccabile. Anche al Milan c’è molta concorrenza con Torres, El Shaarawy, Pazzini, Honda, Niang, ma qui il posto si guadagna lavorando duro. Ancelotti capì tutto e mi diede molta libertà. Con lui giocavo sui lati solo quando non c’erano alternative. Il mio vero ruolo è da punta centrale o dietro l’attaccante. E’ in quella posizione che mi sento e mi esprimo meglio. E anche se non sembra, a me piace correre. Inzaghi? E’ stato un grande attaccante e mi ha fatto capire che mi voleva davvero, come tutti al club. Ibrahimovic e Thiago Silva mi avevano parlato sempre bene del Milan e adesso li capisco. Quando lasciai la Roma fui ad un passo dalla Juventus. Parlai con Conte varie volte al telefono, ma il mio cuore mi ha spinto verso la mia città e il mio club. Era un sogno di bambino vestire la maglia del Psg. E con il Psg ho vinto due scudetti. Ne sono fiero”.

 

Claudio Agave

https://twitter.com/ClAgaTVOV

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