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Leeds fan

Massimo Cellino sembra di nuovo alle prese con beghe legali, che rischiano di interrompere anzitempo la sua avventura nel calcio inglese come presidente del Leeds, dopo le diverse peripezie vissute in estate per acquisire il club di Championship. Lo rivela l’edizione web del tabloid d’Oltremanica The Guardian, ed al centro dei fatti contestati a Cellino è tornato nuovamente il famigerato yacht Nélie che costò all’ex patron del Cagliari il giudizio negativo iniziale  delle alte sfere calcistiche d’Inghilterra durante l’estate.

IL FATTO – Cellino pare aver acquistato il natante tramite una sua società americana, la Freetime Miami LLC, con la quale avrebbe però effettuato la transizione in Italia, evadendo circa 390mila euro di tasse. Alla fine però per mancanza di prove Cellino fu ritenuto non colpevole e ricevette il via libera per poter comprare il Leeds. In Inghilterra infatti è vietato rilevare squadre e vestire incarichi ufficiali nel calcio se si ha anche un solo problema con la giustizia.

COLPO DI SCENA – Il giudice Sandra Lepore che si è interessato alla vicenda avrebbe inviato al The Guardian un carteggio di sei pagine in cui però Cellino verrebbe inchiodato nelle sue responsabilità di fronte alla legge, e quindi adesso la Football League si troverebbe nuovamente nel diritto di procedere contro l’imprenditore sardo. Per Cellino si prospetta una sorta di “esame di idoneità” per dimostrare di avere la fedina penale pulita, nel frattempo il suo avvocato Giovanni Cocco se la prende con la Lepore giudicando “impresentabile” la documentazione inviata al The Guardian: “Ci sono numerosi errori e non viene riportato l’esito finale del processo che parla di un Cellino assolto. Abbiamo subito presentato un esposto per il ricorso che già ha demolito quanto insinuato dal giudice”.

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