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La “Gazzetta Dello Sport” ci racconta una storia curiosa. Dan Ito, calciatore giapponese classe 1975′, dal 1998 ha cambiato la bellezza di 21 squadre. Il centrocampista ha militato in quindici diversi paesi asiatici, tra cui il Vietnam, la Cambogia e e le Filippine. Non un caso però, ma un piano ben architettato dall’atleta nipponico : “In realtà ho un piano preciso. Tutto è cominciato quando, nel 1999, il Vegalta Sendai, in Giappone, non mi ha rinnovato il contratto. Ho letto che a Singapore cercavano giocatori e lì è cominciata la mia avventura. Mi piace scoprire culture diverse dalla mia. E voglio diventare esperto di calcio asiatico, per un futuro da commentatore tv o da intermediario. E quindi ho stabilito: mai più di un anno nello stesso Paese e nessun contratto firmato prima di trasferirmi. Arrivo sul posto e cerco un ingaggio, al limite chiedendo a chi vedo giocare per strada. E mi impongo un budget di 1000 dollari, che debbono bastarmi finché trovo un club, così mi metto pressione”.

Fra le numerose squadre, troviamo,il Kitchee di Honk Kong,dove, nel lontano 2004 batte il Milan di Carlo Ancelotti,  o la Mongolia, dove partecipò ad un campionato estivo, in cui sei squadre su sette erano della capitale. Un via vai che ha arricchito il bagaglio culturale del giapponese, che afferma : ”Il calcio è un passaporto per conoscere culture diverse: prima di partire studio un po’ la lingua, almeno le espressioni colloquiali” dice dello sport che pratica.
Mi sono trovato a disagio in India, dove il presidente decide chi va in campo e chi no, mentre un’esperienza positiva l’ho vissuta alle Maldive, con il Club Valencia.”

Di recente, è sceso in campo contro le vecchie glorie della Juventus nella sua terra natale, dopo una stagione in Laos : “Il Lao Toyota cercava un attaccante, così ho detto che ero un attaccante, per non perdere il contratto. Ho passato il provino”