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thohir, presidente dell'Inter

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Erick Thohir, presidente dell‘Inter, ha parlato all’edizione odierna del quotidiano “La Stampa” affrontando numerosi argomenti a cominciare dal progetto tecnico dei nerazzurri:

Thohir ha affermato: “Vogliamo riportare la squadra ai fasti di qualche anno fa, in un biennio ci siamo prefissati l’obiettivo di entrare tra le dieci squadre più forti del mondo. Intanto siamo passati da un ottavo ad un quinto posto ma non basta ovviamente. Dobbiamo fare di più e con il nostro allenatore ci riusciremo, ha a disposizione una rosa di 25 ottimi elementi, più che sufficienti per stupire tutti. Il tridente? Sarebbe bello poter vedere Palacio, Osvaldo ed Icardi giocare insieme ma non è possibile ed è giusto che ci sia alternanza, mi aspetto però che segnino almeno dieci gol a testa, altrimenti sarei stupito in negativo”.

LA JUVE – Thohir parla dei rivali di sempre della Juventus: “Ci sentiamo forti abbastanza per competere con loro, abbiamo il compito di migliorare il quinto posto del campionato passato ma niente ci vieta di pensare anche allo scudetto“.

MORATTI – L’indonesiano ricorda anche quello che per anni è stato il presidente dell’Inter, succedendo a suo padre. Si tratta ovviamente di Massimo Moratti: “Il dialogo tra noi non è mai venuto meno, Moratti detiene la carica di presidente onorario e problemi non ce ne sono, ogni decisione presa è stata sempre condivisa”.

LA SOCIETA’ – Thohir descrive le difficoltà nel realizzare l’opportunità di trovare nuovi soci per il bene dell’Inter: “Occorre stabilità ed una visione comune, cosa difficile in certi ambiti. Semmai vedo molto più facile dare vita ad una sinergia, come con l’altra mia squadra, i DC United, che militano nella MLS statunitense”.

ATTENTI A QUEI DUE – Thohir mostra tutto il proprio entusiasmo per Kovacic ed Icardi: “Entrambi sono un patrimonio della società e l’Inter intende blindarli e tenerseli stretti per anni, il nostro progetto poggia su di loro. Io non compro senza una logica e ad un grande acquisto magari sull’onda dell’entusiasmo ne preferisco due, tre o quattro che possano rivelarsi funzionali alla squadra”.

LA RICETTA DI THOHIR – Il magnate asiatico infine conclude con una panoramica sul calcio italiano: “Mi aspettavo di trovare un movimento in maggiore difficoltà. Sul piano tecnico il campionato italiano resta il più difficile di tutti con un livello tecnico-tattico senza eguali, c’è però una grossa disparità fuori dal campo confrontando i ricavi dei top club d’Europa. Dobbiamo rendere appetibile il calcio italiano in tema di diritti tv, diminuire il numero delle squadre in Serie A e realizzare stadi moderni e funzionali. Il problema non è la burocrazia, che inizialmente mi spaventava; per fortuna ho trovato persone con le quali è possibile dialogare, ad esempio in Lega avevo proposto di inserire le partite anche alle 15:00 del sabato e mi hanno dato ascolto”.

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