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Marco Verratti ha concesso un’intervista all’edizione odierna de “La Gazzetta dello Sport” dove affronta diversi temi, dalla Nazionale al PSG passando per il calcio italiano e l’esperienza vissuta durante il terremoto a L’Aquila nel 2009:

IBRA LEADER“Il capo assoluto al Paris Saint-Germain è Ibrahimovic, tutti ascoltano quello che dice anche perché non è mai insensato o casuale quello che gli esce di bocca. E’ un grande. Troppe ammonizioni? E’ vero, voglio e devo cambiare. Alcuni gialli servono perché vanno compiuti dei falli tattici ma ad esempio quelli per proteste devono sparire. Ho promesso che per tutta la stagione non ne prenderò più uno simile”

COSE DI CASA NOSTRA – Verratti parla della Serie A: “Chi mi ha stupito? La Roma, ha capito che deve pressare alto come fa il Barcellona, al fantacalcio poi ho Gervinho. Mi piace anche Kovacic, sarà il futuro dell’Inter e mi colpì già quando stava alla Dinamo Zagabria, ora che ha capito di più il calcio italiano farà bene. Milan? Inzaghi ha riportato entusiasmo ma non ha un grande organico, diciamocelo. Se dovesse arrivare terzo sarebbe un miracolo”.

MONDIALI – Argomento spinoso toccato a Verratti è la Coppa del Mondo giocata in estate in Brasile: “Si è trattato di una gioia e di un dispiacere enorme allo stesso tempo. Era il mio primo Mondiale e quando ho saputo che avrei giocato la prima gara stavo per sentirmi male. Non ci sono colpe particolari per come è andata alla fine, De Rossi e Buffon sono due leader ed anche quelli che parlano meno in Nazionale, ho imparato tantissimo da loro. In Brasile non c’è stato alcun litigio”.

UNO SU TRE CE LA FA – Verratti dichiara poi candidamente: “In Nazionale può giocare solo uno tra me, Pirlo e De Rossi. Nessuno di noi può fare la mezzala come vorrebbe il ct Conte. Io ci proverei pure ma sarebbe come schierarmi da terzino. Conte ha una metodologia di allenamento strana, con tantissima tattica, forse è per questo che è tra i migliori. Con chi ho un ottimo rapporto? Con Pirlo”.

EROI SPORTIVIMessi probabilmente è al livello di Maradona – dice Verratti – e poi c’è Immobile, lo preferisco a Balotelli”.

L’INFANZIA E QUEL TERRIBILE 2009 – “Quando ero bambino giocavo sempre a pallone, anche in casa con mio fratello. Non guardavo mai i cartoni animati e non facevo nemmeno gare di palleggi, per questo non so fare i trick di cui invece El Shaarawy è un asso. Il terremoto del 2009? Mi svegliai in piena notte ma non riuscivo a muovermi – svela Verratti – mi portarono fuori casa e non ci tornai per tre mesi. Un pò dormivamo in macchina, un pò da amici e parenti, poi la situazione si è normalizzata e ho potuto dedicarmi al calcio”.

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