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Gyan Asamoah non avrebbe mai pensato di dover fronteggiare delle accuse di stregoneria. Eppure è proprio ciò che sta capitando all’ex attaccante dell’Udinese, perno del Ghana ed attualmente in forza alla compagine dell’Al-Ain di Abu Dhabu. Alcune voci sostengono che Asamoah abbia compiuto dei rituali magici sui cadaveri di due suoi amici morti in circostanze tragiche durante una vacanza questa estate, appena dopo i Mondiali.

MAGIA NERA – Le vittime sono il rapper Castro e sua moglie Janet, molto amici di Asamoah. I due persero la vita dopo un incidente con una moto d’acqua sul lago Volta ad Accra, la capitale del Ghana. Gli accusatori di Asamoah sostengono che il giocatore abbia cospirato contro i due per poter portare a termine un rito con il quale propiziarsi i favori della sorte e migliorare la propria carriera. Anche se le cronache riportano che Gyan si sia tuffato in acqua con il fratello appena capito la gravità della circostanza, cercando di evitare la tragedia.

MA CHE STATE DICENDO? – I corpi di Castro e della donna alla fine non sono stati rinvenuti, inghiottiti dalle acque del Volta, e solo per questo sono sorti sospetti su Gyan Asamoah, che da parte sue si dice incredulo delle accuse piovute sul suo capo: “Tutto questo è grottesco ed assurdo – fa sapere l’attaccante – chi dice queste cose è un selvaggio, io e chi mi sta vicino abbiamo preferito restare il silenzio per non interferire nelle indagini e non certo perché abbiamo qualcosa da nascondere. Proviamo immenso dolore per la scomparsa dei nostri amici ed ora ci tocca subire questo, sono voci folli alle quali rispondo che non vi è alcuna responsabilità di tipo né morale né legale”.

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