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Impenetrabile. E’ la Juventus di Massimiliano Allegri, unica squadra dei massimi campionati europei (assieme al Barcellona) a non aver ancora subìto gol nelle partite ufficiali giocate sin qui. Il credo del tecnico livornese (prima non prenderle) lo conoscevano anche i muri, ma in pochi avrebbero pronosticato un successo così immediato della sua idea tattica basata sull’equilibrio. Il centrocampo, in cui manca ancora un certo Andrea Pirlo, è solido, la difesa è granitica e, nelle rare volte in cui si distrae, a salvarla ci pensa Buffon.

Sono zero i gol subìti dal portierone della Nazionale nelle 6 partite disputate in stagione e con quello parato a Denis siamo al secondo rigore consecutivo neutralizzato dopo quello respinto a Calaiò nella scorsa stagione. Gigi, per la verità, non ha avuto sin qui un gran da fare, ma quando è stato chiamato in causa, spesso in momenti topici delle sfide, ha sempre risposto “presente”. E’ successo contro il Chievo, quando ha ipnotizzato Maxi Lopez da pochi passi; contro il Malmoe sul tiro ravvicinato di Eriksson; così ancora contro il Milan, sul colpo di testa di Honda. D’altronde “la differenza tra Gigi e gli altri portieri – ha sottolineato Allegri nel post-partita di Bergamo – è che lui fa una parata a partita e la fa da fenomeno”.

I meccanismi perfettamente oliati della vecchia signora in fase difensiva sono poi esaltati dal rendimento di un Tevez stratosferico (6 gol in 5 partite), leader offensivo di una squadra con parecchie frecce nel proprio arco e dai tanti ricambi di livello. Non è tempo di fare paragoni con la Juve di Conte ma, dopo appena 6 partite ufficiali, il messaggio è già arrivato forte e chiaro: la squadra di Allegri c’è, si vede ed è terribilmente solida. La Roma è avvisata.

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