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Sconfitta pesante, tanti colpevoli e gravissimo passo indietro. Quando al 26’ minuto di Inter-Cagliari Nagatomo veniva espulso per doppio giallo, gli uomini di Mazzarri avrebbero potuto realmente dimostrare di essere una buona squadra, la seria candidata a diventare la terza forza del torneo, oppure affondare sia dal punto di vista tecnico che del risultato: alle luce dell’1-4 finale si è chiaramente verificata la seconda ipotesi.

La prima sconfitta stagionale dei nerazzurri arriva nel peggiore dei modi e nel momento più sbagliato. Le quattro sberle firmate dalla truppa di Zeman sono andate a sgretolare proprio quei punti fermi che i nerazzurri avevano costruito in questo primo mese di stagione: solidità difensiva e il ritrovato feeling con San Siro.

Addossare tutta la croce al solo Nagatomo, per quando determinante per le forme ingenti che ha poi assunto la disfatta, sarebbe fin troppo superficiale, sia alla luce dei minuti antecedenti al fatto ma soprattutto della prestazione finale sia nei singoli che del collettivo.
Ammesse da lui stesso nel dopo gara, tantissime sono le responsabilità di Mazzarri. Riconoscendogli in ogni caso il discreto lavoro svolto fino a questo momento, il livornese ha dimostrato ancora una volta, cosa che spesso gli capitava anche al Napoli, un’incapacità a infondere nelle proprie squadre le giuste motivazioni ad affrontare tanti impegni così ravvicinati. Per non parlare dell’impostazione tattica evidentemente errata nei momenti immediatamente successivi all’espulsione, con Dodò basso a sinistra e il povero Andreolli costretto a disimpegnarsi in entrambe le fasi sulla destra.

Tante responsabilità anche alla nuova ossatura della squadra, quei Nemanja Vidic e Gary Medel che quasi in sincrono continuano ad alternare prestazioni esaltanti (Sassuolo e Atalanta) ma anche terribilmente al di sotto della sufficienza come quella di ieri o contro il Palermo.

Nella giornata della sconfitta più pesante della sua presidenza, Erick Thohir può comunque “consolarsi” con l’ennesima prodezza di Handanovic, 2 rigori su 2 neutralizzati in stagione, e per le reti di Osvaldo capocannoniere del torneo alla pari con il bianconero Tevez. Domenica la trasferta del Franchi contro una Fiorentina in crisi di gol e risultati, ma comunque diretta concorrente per un piazzamento europeo, ci dirà molto della stagione nerazzurra, sospesa ormai da due stagioni tra l’ambizioso superamento del definito salto di qualità e la depressione di un nuovo, puntuale, fallimento.

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